Firmato un protocollo d’intesa con la “Tursi Digital Nomads” con l’obiettivo di condividere lo stesso progetto di valorizzazione e di ripopolamento dei piccoli borghi grazie al potere dello smart-working che in questo caso diventa “co-working” allargato cioè a più persone, soprattutto giovani, che condividono gli stessi mezzi tecnologici e gli stessi locali.

Non sanno più cosa inventarsi gli amministratori comunali del piccolo ma attraente borgo montano incastonato tra i contrafforti del Pollino e il monte Sparviere per farlo diventare sempre più attrattivo, per vivacizzare l’economia locale e per evitarne lo spopolamento. Quello del “Co-Working” previsto in questo programma condiviso, è l’ennesimo tentativo per attrarre i cosiddetti lavoratori “agili”, quelli cioè che lavorano per mezzo del computer, offrendo loro, oltre alle straordinarie dotazioni naturali, gli ambienti e le attrezzature necessarie per poter arrivare e soggiornare in loco, seppure per periodi brevi. Lo smart-working, come è noto, si è diffuso in particolare nel corso del lungo lookdown imposto dalla lunga pandemia che ha portato alla drastica riduzione della presenza in ufficio e alla nascita dei “Digital Nomads”, cioè quelle categorie di lavoratori “digital” per i quali Internet è il “luogo” fisico dove si svolge effettivamente il loro lavoro. Il progetto di “Tursi Digital Nomads” nasce proprio a Tursi, un piccolo centro della provincia di Matera, con l’obiettivo di valorizzare e ripopolare il paese e tutto il territorio lucano che va dal Pollino al Metapontino e alla Siritide rendendolo attrattivo per i lavoratori cosiddetti “agili”, mettendo a disposizione attrezzature moderne e veloci e un’area di co-working, situata proprio all’interno dei locali del vecchio Comune di Tursi. Qui la “Tursi Digital Nomads” si avvicina ancora di più agli obiettivi di South Working® che allarga in questo modo il suo raggio d’azione, non limitando le proprie iniziative al ‘ritorno’ al Sud dei lavoratori e delle lavoratrici originari dei territori, ma coinvolgendo anche i lavoratori “agili” che desiderano lavorare dal Sud, tornando o rimanendo al Sud. Alessandria del Carretto, attraverso l’adesione a questo programma si unisce alla già vasta rete di comuni del Sud-Italia che hanno firmato il protocollo uniti dall’obiettivo di contrastare lo spopolamento delle aree interne e valorizzare i territori del Sud rendendoli attrattivi per lavoratori altamente qualificati che desiderano lavorare dal Sud per lunghi o brevi periodi. «Come Ente e come comunità – ha dichiarato il Sindaco Domenico Vuodo nel presentare la nuova creatura – siamo particolarmente contenti di poter far parte della rete South Working® e non vediamo l’ora di poter ospitare nel nostro suggestivo borgo i primi smart-worker. Noi siamo già pronti ad accoglierli in due locali adibiti al co-working completamente gratuiti, con connessione WIFI anch’essa gratuita dislocata in diversi punti del paese e con spazi dove poter creare una rete lavorativa da condividere con le associazioni del posto e con la comunità. Alessandria del Carretto, – ha concluso il primo cittadino – con i suoi 1.000 metri s/l/m. vi aspetta con panorami che spaziano dal Golfo di Taranto fino a Punta Alice e in un’atmosfera che ricorda il passato ma che è, e che vuole essere proiettata verso il futuro».
Pino La Rocca