“Fatti di Parole – Voci e Soprannomi di Villapiana”: è il titolo di una bella pubblicazione mandata alle stampe dell’Editore Settimio Ferrari di Rossano dal prof. Vincenzo Diodati, musicista e docente di musica originario e residente a Villapiana.

Si tratta di un ricco e interessante testo che riporta gran parte dei soprannomi in uso in paese fin da quando Villapiana si chiamava Casalnuovo, nome, questo, impostole dai Sanseverino provenienti appunto da Casalnuovo di Napoli che Villapiana, secondo gli annali di storia locale, portò fino al 1863, allorquando fu ribattezzata Villapiana. Autore di questo interessante lavoro di studio e di intensa ricerca è, come si diceva, il prof. Vincenzo Diodati che, oltre ad essere appassionato di temi ambientali, (energica la sua presa di posizione contro l’Ecodistretto) opera da decenni nel campo della dialettologia storica non solo di Villapiana ma dell’intera zona arcaica calabro-lucana notoriamente definita “Area Lausberg”. Area, questa, che abbraccia tutti i dialetti dell’area arcaica che comprende la Basilicata meridionale e la Calabria settentrionale e che ha preso questo nome dal linguista tedesco Heinrich Lausberg che ha esplorata quest’area in lungo e in largo e l’ha analizzata per primo. È un’area piuttosto vasta dal punto di vista geografico, perché ha come nucleo centrale le montagne del Massiccio del Pollino, ma i suoi confini si estendono dal Tirreno allo Jonio. In questo contesto territoriale, i tantissimi soprannomi che il popolo da secoli tramanda, scaturiscono da caratteristiche proprie della persona, come l’appartenenza familiare, la provenienza geografica, l’attività svolta, i difetti fisici, le movenze, i modi di essere più curiosi… Lo studio condotto dal prof. Vincenzo Diodati vuole mettere in luce e analizzare ciò che giustamente e tendenzialmente a Villapiana è rimasto sotto traccia a causa di comprensibili ragioni sociali, ossia i soprannomi, gli epiteti, le ingiurie, gli appellativi usati per indicare per lo più il popolano adoperando il lessico di Villapiana, già Casalnuovo. «In effetti – ha dichiarato l’autore della pubblicazione – questi appellativi, che il popolo da secoli solitamente aggiunge, ma che spesso sostituisce, agli stessi nomi anagrafici con una fantasia davvero fervida, spesso rappresentano ancora oggi, specie nei piccoli paesi, l’identificativo più utilizzato e più efficace per individuare molti personaggi, soprattutto laddove vi sono nomi e cognomi comuni e con molte omonimie. In realtà i soprannomi – ha osservato ancora l’autore del libro – sono l’espressione più autentica e liberatoria del linguaggio popolare e molte delle voci raccolte nel testo sono espressioni ormai “arcaiche” del dialetto di Casalnuovo-Villapiana che sono state tramandate mediante il linguaggio singolare dei soprannomi. E questo mio studio, – ha concluso il prof. Vincenzio Diodati – che percorre le tracce del dialetto locale, mira proprio a recuperare ed a preservare il patrimonio lessicale identitario della cultura subalterna Villapianese».
Pino La Rocca