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SGOMENTO PER IPOTESI DI CANNIBALISMO IN CALABRIA

Posted on Ottobre 27, 2014 By Redazione

Il noto investigatore, ispettore Franco Ficcanaso, sospetta l’esistenza di un mostruoso serial killer cannibale che, dopo essersi mangiato tutte le vestigia dell’arcaica Magna Grecia (magna: nomen omen; interpretato col significato di ottimo da magnà), fino alle radici (basta vedere il Partenone con le sue oltre 58 colonne e l’unica rimasta del tempio di Hera Lacinia (vedi foto), si sia allargato, e quindi divorato alcuni dei più intelligenti Calabresi.
Il sospetto del detective si è sviluppato dopo aver letto alcuni articoli di vari quotidiani calabresi. Quei certi giornalisti (sic), ha infatti notato il Ficcanaso, nel descrivere le complesse manovre elettorali o amministrative che, in certi casi, vedono interessati alcuni condannati, sospetti di collusione mafiosa, pescicani affamati e feroci, ignoranti, delinquenti morali, nullafacenti, ed altro (censura per “fascia protetta” dei bambini), relazionano i loro lettori con la massima naturalezza. Nessuna indignazione. Nessun dissenso. Anzi, accondiscendenza servile ed untuosa.
Un altro indizio pare che lo abbia tratto dal fatto che, progettate grandi opere (che di grande hanno solo lo sperpero), distruttive dell’ambiente, del paesaggio e delle vestigia archeologiche, tipo quella Anas del cosiddetto 3° megalotto Roseto-Sibari, vengono descritte, da alcuni, come utili al territorio ed all’economia.
Allora, l’investigatore, memore di passati esponenti calabresi intellettualmente validi, anzi, spesso eccelsi, si è chiesto se per caso alcuni dei nuovi cervelli, che devono esserci sicuramente in grande quantità, non siano finiti cucinati con sughetti alla pizzaiola e consumati dal killer in sue orrende cenette. Sospetto, va detto, che noi non condividiamo, ma che l’ispettore considera molto giustificato.
Le sue indagini si stanno svolgendo tra mille difficoltà. Alcune casalinghe dicono di aver notato il solerte investigatore che, furtivamente, ficcava il naso nei cassonetti alla ricerca di tibie brodettate sospette, femori lavorati all’ossobuco, o avanzi di zampetti umani in agrodolce.
La notizia della possibile esistenza di questo vorace e selettivo assassino mangiacristiani ha molto allarmato tutti i Calabresi intelligenti. Sembra che molti di loro, per sfuggire alla “cottura”, si siano camuffati da orso (specie protetta) e rintanati in finto letargo nella caverne del Pollino. Pare.
Altri cervelloni invece, astutamente, sembra che si stiano atteggiando ad amanti del gossip tra calciatori e veline, o fans del Grande Fratello. Solo per salvare la pellaccia. Bisogna capirli, di finire in pentola non piace a nessuno. Men che meno a quelli che il sale, più che nel loro stesso intingolo, preferiscono averlo in zucca.
Associazione Culturale Jonica

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