Bollette a gogò per spazzatura e acqua: fioccano perciò le lamentele e le proteste da parte di tanti cittadini scontenti e inviperiti che oltretutto, stante il commissariamento del Comune, non riescono ad avere le spiegazioni che meriterebbero.

Due, in particolare, le anomalie che fanno imbufalire la gente: la lievitazione dei tributi, dai più ritenuta ingiustificata e inopportuna anche per la crisi che vivono molte famiglie a causa della pandemia e la infelice concomitanza dell’invio simultaneo di due bollette “salate” che rischiano di destabilizzare i bilanci familiari. In realtà entrambe le bollette risultano gonfiate e ingiustificate anche perché il servizio reso ai cittadini, soprattutto per quanto attiene alla spazzatura, anche a causa di frequenti problemi di conferimento alle discariche, lascia alquanto a desiderare. E lo dimostra il fatto che il paese, anche a causa della mancanza di educazione ambientale da parte di tanti cittadini che continuano ad abbandonare i rifiuti dappertutto, risulta sporco, degradato, quasi inguardabile, in particolare nelle periferie e sul Lungomare. Come si fa, protestano in tanti, a pagare bollette così pesanti se poi il servizio è così carente? Così, in assenza di risposte esaurienti, i Social diventano il terminale delle lamentele e delle proteste, ma molti cittadini, bollette alla mano, si recano presso gli Uffici per avere risposte dai Dirigenti di settore. I quali, chiamati in causa, hanno un bel da fare a spiegare che gli aumenti non dipendono dalle scelte della politica locale che nel deliberare in proposito avrebbe confermato le stesse aliquote degli anni precedenti, ma dall’ARERA, “l’Autorità Nazionale di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del tele-calore” che, trattandosi di servizi a domanda individuale, quindi da considerare a totale a carico degli utenti, ha aumentato, in tutta Italia, le aliquote relative ai rifiuti, soprattutto per i costi relativi al conferimento in discarica, e il costo della materia prima per quanto riguarda il canone-acqua il cui ricavato viene assorbito in gran parte dallo smaltimento delle acque della depurazione. C’è pure chi invita a mettere a confronto le bollette dei Trebisaccesi con quelle dei paesi vicini e fa notare che a Trebisacce si paga molto di meno che altrove. Sarà vero? Il web oggi consente di entrare nei conti degli altri comuni! Nel frattempo tantissimi cittadini alzano la voce e protestano vibratamente ben sapendo però che le bollette vanno purtroppo pagate, anche per non cadere nelle grinfie della società privata a suo tempo incaricata dagli amministratori uscenti del recupero coattivo dei crediti derivanti dai “ruoli”.
Pino La Rocca