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LA SANITÀ DEVE RIPARTIRE DAI SINDACI E DAL TERRITORIO

Posted on Marzo 2, 2021 By Redazione

Grido d’allarme per le strutture di prossimità. Stasi: «Noi Sindaci stiamo affrontando la pandemia a mani nude».

COSENZA, 2 marzo 2021 – La sanità deve ripartire dai territori e quindi dai sindaci. Non è uno slogan, ma una precisa e definita dichiarazione d’intenti. Ieri, lunedì primo marzo 2021, si è tenuta nella Sala del Consiglio della Provincia, in Piazza XV Marzo a Cosenza, in convocazione urgente, la Conferenza dei Sindaci convocata dal presidente e sindaco di Corigliano- Rossano, Flavio Stasi. Due i punti all’ordine del giorno, il piano vaccinale della provincia di Cosenza e le conseguenze del Dca 31 dopo il caos sugli ospedali “derubricati” a case della salute.

Imponente la presenza dei sindaci del territorio. Il presidente Stasi ha ribadito come la Conferenza dei Sindaci sia uno strumento fondamentale, per l’ascolto delle istanze che provengono dal territorio ma anche e soprattutto per il ruolo di coordinamento e supporto alla governance sanitaria che assume.

«Noi sindaci stiamo affrontando la pandemia a mani nude – ha affermato Stasi – ed abbiamo già portato le nostre istanze al Governo centrale e al ministro della salute Roberto Speranza. Siamo stati chiamati “sentinelle” ma non ci si deve ricordare dei sindaci solo nei momenti di difficoltà. Oggi la folta presenza dei colleghi e la partecipazione del commissario ASP, Vincenzo La Regina, accompagnato dai neodirettori sanitario ed amministrativo – Martino Rizzo e Maurizio Friolo – rappresentano segnali importanti, ma il percorso di coinvolgimento deve riguardare la programmazione sanitaria e non solo la gestione della emergenza. Da questo punto di vista non possiamo essere soddisfatti del contenuto e del metodo usato dal Commissario Longo per i decreti relativi alle linee guida per i nuovi atti aziendali, per le quali è necessario che il delegato del governo coinvolga i sindaci convocando con urgenza la Conferenza Permanente per la Programmazione Sanitaria, richiesta che faremo con vigore a partire da domani. Dai piccoli centri in cui si fa fatica a garantire il medico di base fino alle città che ospitano i plessi ospedalieri nei quali interi reparti rischiano ciclicamente di chiudere, passando dai territori che hanno visto chiusi i loro ospedali, il bisogno di livelli assistenziali civili che attraversa l’intera provincia richiede una svolta in termini di investimenti, di risorse umane e di metodi di condivisione, ed è questo bisogno che consegniamo con fiducia al dottor La Regina».

Il commissario La Regina è entrato subito in partita facendo una serie di dichiarazioni importanti, la prima legata ai bilanci dell’Asp. Per quanto riguarda quelli degli anni 2018 e il 2019, mai presentati, tra qualche settimana, con buona probabilità, si riuscirà a capire l’entità del contenzioso. Il tutto grazie ad una task force composta da Agenas e Regione. «Con loro stiamo verificando il debito. Tra qualche settimana potremmo avere risultati su contenzioso e pignoramenti».

«Quando sono subentrato nel mio ruolo – ha affermato Vincenzo La Regina – ho scoperto una profonda mancanza di governance e organizzazione. Non ho trovato i direttori della vecchia gestione, neanche le segretarie. Una carenza di quadri dirigenti che mi ha colpito. Certe strutture sono state completamente abbandonate. La mancanza di quadri dirigenziali ed amministrativi ha causato disaffezione e pessimismo nel personale medico e sanitario, un cortocircuito da fermare. Serve una alleanza nuova per rinnovare la sanità calabrese. Abbiamo già sbloccato i concorsi per assumere nuovi medici, sanitari ed altro personale. Ho avuto un incontro con il rettore dell’Unical per inserire stagisti calabresi in azienda. Stiamo pensando ad una manifestazione interesse per selezionare 10 o 15 figure professionali. La desertificazione di questa azienda può diventare un’opportunità. Con il rettore dell’Umg De Sarro invece abbiamo affrontato il discorso sanitario. Trovare medici non è facile, stiamo pensando di acquisire ragazzi all’ultimo anno di specializzazione. Per il resto siamo pronti ad attivare concorsi da 3 o 4 anni e dovremmo riuscire ad avere a disposizione personale medico e sanitario che nei piccoli ospedali potrà risolvere molti problemi e ridare slancio a chi è rimasto».

Presente anche il dottor Martino Rizzo, neodirettore sanitario dell’Asp, con il compito di gestire l’organizzazione sanitaria dell’intero e vasto territorio provinciale. «Il dottor Rizzo – ha continuato La Regina – è al lavoro da stamattina e vi annuncio che è stato nominato coordinatore della task force che si occuperà delle vaccinazioni anti-covid nella provincia di Cosenza. La campagna di vaccinazione è iniziata grazie al grande sforzo dei sindaci e grazie ai singoli sindaci sta andando avanti. Dobbiamo tenere duro e proseguire al fine di evitare il pericolo varianti».

L’intera assemblea ha espresso ottimismo per il nuovo percorso avviato dal Commissario ASP, ma ha anche lanciato un grido d’allarme univoco per l’assenza di strutture di prossimità e di servizi causata dagli smantellamenti realizzati nel corso degli anni, dal Basso Ionio all’Alto Tirreno passando per i territori montani. Sono intervenuti Ermanno Cennamo, sindaco di Cetraro; Gioacchino Lorelli, sindaco di San Pietro in Amantea; Domenico Lo Polito, sindaco di Castrovillari; Agostino Chiarello, sindaco di Campana; Filomena Greco, sindaco di Cariati; Luigi Lettieri, sindaco di Cropalati; Pino Capalbo, sindaco di Acri; Gregorio Iannotta, sindaco di San Vincenzo La Costa; Rodolfo Aiello, sindaco di Marzi; Gianni Papasso, sindaco di Cassano allo Jonio; Virginia Mariotti, sindaco di San Marco Argentano; Ernesto Trotta, in rappresentanza del sindaco di Paola; Gianfranco Ramundo, sindaco di Fuscaldo; Serafino Greco, in rappresentanza del Sindaco di Longobucco; Giovanni Altomare, sindaco di Rogliano. Tra gli interventi più accorati, anche quello del Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci.

Nelle conclusioni il presidente della conferenza dei sindaci ha ribadito i punti sui quali si lavorerà con vigore nelle prossime ore, spingendo la governance sanitaria regionale e provinciale alla convocazione della Conferenza Regionale Permanente ed alla rivisitazione del DCA 31 con l’inserimento definitivo nella rete ospedaliera degli ospedali di frontiera (Trebisacce, Praia a mare, Cariati) ed il reinserimento delle Case della Salute rimosse, chiedendo per altro di fare chiarezza sui fondi previsti per queste importanti strutture di prossimità. Inoltre, il sindaco di Corigliano-Rossano, ha chiesto al commissario La Regina un intervento straordinario per il reclutamento massiccio ed urgente di nuovo personale sanitario, senza il quale tutte le strutture sono al collasso.

Alla luce di quanto dichiarato dallo stesso Commissario, è stata rilanciata con forza la richiesta, fatta pochi mesi fa al Ministro Speranza ed al Presidente Conte, che deve essere quindi rilanciata anche nei confronti del nuovo premier Draghi, di azzeramento del debito sanitario della Calabria attraverso il trasferimento di fondi da parte dello Stato Centrale semplicemente applicando il principio di equità territoriale. Ad oggi, infatti, in altre regioni vengono trasferiti molti più fondi procapite rispetto alla Calabria, applicando questo principio, la nostra Regione avrebbe diritto a svariate centinaia di milioni di euro in più rispetto ad oggi, consentendo di realizzare un vero piano di rientro del debito senza intaccare i servizi sanitari e magari iniziando a limitare l’emigrazione sanitaria.

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