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Stasi: mi aspetto coerenza dal Sindaco di Scala Coeli

Posted on Marzo 9, 2017 By Redazione

ROSSANO – In questi giorni, in maniera affatto inaspettata, è riscoppiato il caso della Discarica di Scala Coeli, a causa della richiesta di ampliamento dell’impianto, da parte della ditta, per qualcosa come un milione di metri cubi di monnezza. Si tratta di una operazione che trasformerebbe lo ionio cosentino nella capitale della monnezza della Calabria, ereditando il trono che in passato hanno – purtroppo – detenuto Crotone e Pianopoli.

Come attivista che ha seguito per lungo tempo questa vertenza, e che al fianco delle istituzioni di tutto il territorio ha assistito ai vari abusi ed alle stranezze relativi a questa vicenda (dalle mega-sanatorie alle irruzioni durante le riunioni tra Istituzioni ed Associazioni), ritengo che ad oggi debba essere scontata la contrarietà dell’intero territorio a questo ennesimo abominio.

La discarica di Scala Coeli è già una ferita aperta per lo ionio cosentino, e rappresenta un esempio cristallino di becera speculazione basata sui fallimenti (volontari?) delle pubbliche amministrazioni in un settore delicato e torbido come quello dei rifiuti in Calabria, un settore che – lo ripetiamo per l’ennesima volta – è stato riconosciuto come “un sistema non estraneo ad interessi politico-malavitosi”.

Non ho motivo di dubitare che il Governatore Oliverio, avendo proposto in campagna elettorale l’innovativa idea battezzata “discariche zero”, di cui credo sia l’artefice, intervenga presto nella vicenda bocciando questa mostruosa proposta senza dover arrivare a mobilitazioni o alle solite (quanto inevitabili) “complicazioni” amministrative e giudiziarie. È evidente che qualsiasi posizione diversa da parte della Regione Calabria risulterebbe clamorosamente incoerente e, francamente, imbarazzante.

Ma ciò che mi rassicura di più, in questa fase, è la figura del nuovo sindaco di Scala Coeli, Giovanni Matalone.

In pochi sanno, infatti, che nel corso dei lunghi anni di battaglia per impedire che la discarica di Contrada Pipino venisse aperta, cioè per far rispettare le normative di tutela del territorio e la volontà di tutti i comuni del circondario, il neo Sindaco è sempre stato un feroce oppositore della discarica.

Anzi. Ricordo che come consigliere di opposizione del Comune di Scala Coeli, egli ha spesso criticato l’allora Sindaco, Mario Salvato, per aver sostenuto a tratti posizioni troppo morbide nei confronti di questo progetto, auspicando e rivendicando, evidentemente, posizioni maggiormente chiare, nette, coerenti.

Soprattutto, e devo dire con più di una ragione, il neo Sindaco rimproverava al suo predecessore di essersi macchiato di un grave peccato originale: quello di aver avallato il progetto della discarica nella primissima fase della vertenza, producendo atti che, nel corso degli anni, si sarebbero rivelati, purtroppo, pesanti, decisivi, fatali.

Ecco perché mi aspetto che il Consiglio Comunale di Scala Coeli, guidato da una figura forte come quella dell’amico Matalone, spenga sul nascere questo tentativo prima che affiorino quei tipici ricatti sociali che ormai siamo abituati a veder sorgere puntualmente in ogni luogo dove viene proposto un progetto di questo tipo.

Sto parlando, senza mezzi termini, di quelle operazioni ottocentesche di compravendita del consenso, nei confronti di progetti mostruosi, attraverso una non meglio precisata promessa di posti di lavoro, una storia vecchissima ma che oggi, con la crisi occupazionale drammatica che avvertiamo tutti sulla nostra pelle, diventa ancor più grave e squallida.

Alla luce delle battaglie affrontate insieme, dunque, mi aspetto che l’amministrazione comunale di Scala Coeli, guidata dal suo Sindaco, si opponga fin dal primo momento a questo progetto, producendo la documentazione necessaria per interrompere l’iter autorizzativo e dimostrandosi coerente con il proprio operato nel corso di tutti questi anni.

Una posizione diversa, a mio modesto avviso, determinerebbe una responsabilità storica non solo nei confronti della comunità di Scala Coeli, ma dell’intero territorio dello ionio cosentino e crotonese, e porrebbe una nuova e diversa luce non solo sull’operato di questa amministrazione, ma anche su gesti e posizioni del passato, i quali si rivelerebbero oggi – con sincera sorpresa – totalmente interessati.

Flavio Stasi

 

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