
«Un partito che si chiama democratico – ha scritto il giovane universitario – non si può riunire in sedi private e lì decidere le sorti della comunità, un partito che in 8 anni ha svolto solo 3 o 4 assemblee, un partito che non si confronta con i cittadini, non ascolta i più deboli e non coinvolge i giovani non può rappresentare Trebisacce. Lascio perciò il PD – ha concluso Francesco Catera dopo aver ricordato i momenti belli vissuti nel partito, le battaglie condotte nelle varie competizioni elettorali ed il contributo offerto alla vittoria di “qualcuno” che ora avrebbe dimenticato – con la consapevolezza di aver dato tutto quello che potevo, per cercare di cambiare il modo di fare politica ma non ci sono riuscito,forse perché non ho avuto esperienza o perché il PD è gestito da capi-bastone che pensano solo a se stessi e non al bene collettivo».
Pino La Rocca
