Ottocento anni fa, nel 1226 ad Assisi, moriva San Francesco e iniziava un cammino lungo otto secoli di storia, di spiritualità e di poesia, culminato nella lode del Cantico delle Creature attraverso il quale il “Poverello d’Assisi” esalta il creato e le creature che lo abitano.
E’ su questi 800 anni di storia francescana che il Prof. Enzo Cordasco, studioso, saggista e drammaturgo originario di Francevilla Marittima ma vissuto a Perugia formatosi nel vivacissimo ambito del DAMS di Bologna dove ha potuto affinare i molteplici interessi verso il teatro, la danza, la letteratura e la musica, ha realizzato e mandato in scena il melologo scenico dal titolo “Tue sò le laude” nel quale il testo viene recitato e cantato attraverso la parola e la musica quale linguaggio artistico universale.
E così, accettando l’invito rivoltogli dai Parroci don Pasquale Zipparri e don Nicola Cataldi, il Prof. Enzo Cordasco, che non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega alla Calabria e al suo paese d’origine, ha presentato la sua creatura presso la Parrocchia “Cuore Immacolato della B.V.M.” di Trebisacce potendo contare, questa volta, sull’efficace e preziosa collaborazione dell’omonimo Coro Polifonico Parrocchiale a 3 voci miste diretto dal Maestro Loredana Bastanza (all’organo Salvatore Laino) che, alternando i canti con la lettura dei testi scritti dall’autore e recitati dagli artisti-lettori del Laboratorio “Polis – Teatro e Comunità” (Angela Lo Passo, Angiola Italiano, Giovanni D’Aversa, Gloria Galizia, Mirella Franco, Rossana Lucente, e Tanino Scutari), ha eseguito quattro brani di musica sacra tanto cari al Poverello d‘Assisi.
A presentare le sequenze dell’artistico melologo già proposto in altri contesti nazionali e regionali ci ha pensato lo stesso autore e regista dell’opera il Prof. Enzo Cordasco che illustrato la vita del “Poverello” di Assisi che ha lasciato fin da giovane gli agi familiari per sposare il Vangelo “ad litteram” e la totale Povertà ha fondato la sua prima “fraternitas francescana” approvata ufficialmente dalla Chiesa affidandole il compito di lasciare nei secoli la grande e preziosa eredità del movimento francescano da lui fondato che, dapprima contrastato e contrassegnato da dissidi interni, alla fine è stato apprezzato, riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa e destinato nei secoli ad ispirare finanche il presente.
L’eredità spirituale di San Francesco d’Assisi, come ha ricordato l’autore del libro scritto in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo-Patrono d’Italia e da cui prende ispirazione il melologo, ancora oggi si fonda sul ritorno radicale al Vangelo.
Vangelo “ad litteram” e non asservito al potere da cui, come ha sottolineato l’autore del libro, scaturisce il messaggio rivoluzionario del francescanesimo puro e rivoluzionario che ha trasformato la Chiesa e la società, basandosi su pilastri solidi come la fiducia in Dio, la fratellanza universale, l’umiltà, il rifiuto del protagonismo e la gelosa custodia della natura come dono sacro da rispettare, da proteggere e, sull’esempio di San Francesco, da lodare e cantare attraverso…il Cantico delle Creature” composto negli ultimi anni della sua vita come testamento, come regola e come lode cosmica nella quale sole, luna, acqua e terra non sono semplici elementi naturali, ma fratelli che lodano il Creatore insieme all’uomo ispirati dalla visione francescana che non è fuga dal mondo, ma sguardo grato e riconciliato sulla creazione e persino sulla morte corporale”
Pino La Rocca
