Torna puntuale come ogni anno e registra un altro grande successo il “Festival della Poesia” intitolato “Sempre caro mi fu quest’ermo colle” che, arrivato ormai alla sua 31esima Edizione (le prime 10 organizzate come “Amici della Musica”),
fa ormai parte integrante della ricca rassegna di eventi artistico-culturali “MarEstate Trebisacce 2026” ed è organizzato, con la solita cura maniacale dei dettagli, dallo staff dell’Associazione Socio-Culturale “L’Albero della Memoria” fondata dal Prof. Piero De Vita e oggi presieduta dalla Dr.ssa Maria Francesca Aloise che, da padrona di casa, prima di dare seguito al programma condotto con brio e leggerezza da Franco Maurella e Cristina Montalto, ha ringraziato gli amministratori presenti, il Sindaco Franco Mundo, l’Assessore Mimma De Marco e il Presidente del Consiglio Francesco Campanella e quanti hanno collaborato spontaneamente per la riuscita dello spettacolo. Grazie all’estro degli artisti e alla qualità dei testi si può dunque convenire che il mese di agosto, registrando nel suo primo giorno il “Festival della Poesia 2026”, è iniziato davvero col botto, anche perché quest’anno è stato tutto più bello e più condiviso perché la ricca rassegna di arte, musica e poesia, dopo quella del 2025 dedicata ai nonni, aveva come suggestivo e magico riferimento la figura della “mamma” che è stata cantata, recitata, danzata e declinata con grande coinvolgimento emotivo, da tutti i protagonisti della serata. Serata che, per la cronaca, in attesa del completamento dei lavori che riguardano l’antica fonte comunale del “Cannone”, si è svolta nella storica location di Piazza Progresso cuore pulsante di uno dei Borghi più belli d’Italia” gremita, nonostante la serata afosa, in ogni ordine di posti. Del resto la figura della mamma, per ciascuno di noi, accompagna ogni fase della vita, con un amore unico e disinteressato e capace di assumere forme e sequenze diverse: una carezza nei momenti difficili, un sorriso che incoraggia, un consiglio che illumina il cammino. La sua magia, come hanno ricordato tutti gli artisti ed i poeti improvvisati e spinti dall’amore ancestrale per la propria mamma, non nasce da poteri straordinari, ma dalla straordinaria capacità di donare tempo, ascolto e affetto senza mai chiedere nulla in cambio. La serata, organizzata con fantasia e passione dallo Staff del Prof. Piero De Vita, poeta, demologo, fondatore e vera anima della storica Associazione “L’Albero della Memoria”, ha proposto una ricca rassegna di testi, di monologhi, di brani tematici, di danze, di canzoni, di musiche e soprattutto di poesie che, spesso tenute per anni nei cassetti delle proprie abitazioni, hanno conosciuto finalmente il loro momento magico ed hanno appassionato il numeroso pubblico presente che si è sentito coinvolto in modo spontaneo ed emotivo. A ciascuno dei protagonisti della serata è stato consegnato un attestato di benemerenza per aver partecipato e dato il proprio contributo alla riuscita di uno spettacolo grondante di pathos e di coinvolgimento emotivo che ha celebrato la figura della mamma prima maestra di vita per ciascuno di noi perché attraverso il suo esempio abbiamo imparato il valore del rispetto, della gentilezza, del sacrificio e della speranza. E’ stato insomma un momento per riflettere in modo condiviso su quanto siano stati preziosi quei gesti che un tempo sembravano semplici abitudini: una parola di conforto, un abbraccio silenzioso, una presenza costante, silenziosa e fiduciosa e purtroppo un’attesa, talvolta vana, di un figlio che, come ha ricordato nel suo intervento il Consigliere Nazionale dell’ANMI Pasquale Colucci, partito per servire la patria in guerra, non ha fatto più ritorno lasciando nel cuore della mamma un dolore lancinante e mai sopito.
Pino La Rocca

