Manca circa una settimana dalla grande Festa di San Rocco ma in città l’aria è già carica di emozione e l’intera comunità è mobilitata per allestire una festa davvero speciale perché è trascorso un intero secolo dal 1926 allorquando i pescatori locali hanno scelto San Rocco quale loro protettore.
E’ infatti dal 1926, secondo quanto riporta la storiografia locale, che i pescatori della locale marineria hanno scelto San Rocco quale loro protettore dai rischi quotidiani di chi va per mare e per 100 anni hanno rinnovato la loro devozione al Santo nativo di Montpellier in Francia portando, nel giorno del 16 agosto, la statua del Santo in processione sul mare. Fervono perciò i preparativi per un rito davvero speciale che durerà un’intera settimana e che terminerà con la tradizionale processione sul mare della statua del Santo seguita da un variegato carosello di barche imbandieriate a festa. Il programma, promosso dal Comune di Trebisacce d’intesa con la comunità parrocchiale della Chiesa Madre di San Nicola di Mira, anche quest’anno vedrà uniti il Centro Storico e la Marina in un profondo momento di fede e di memoria collettiva. Il programma del centenario inizierà il 10 agosto con l’arrivo straordinario della Reliquia del Braccio di San Rocco custodita a Senise (PZ) che sarà accolta in Piazza San Martino e sarà portata in processione alla Chiesa Madre di San Nicola di Mira dove è custodita la statua del Santo. Dall’11 al 15 agosto ci saranno giornate di preghiera, celebrazioni liturgiche e appuntamenti culturali di memoria condivisa, mentre il 16 agosto ci sarà il completamento dei festeggiamenti con le solenni funzioni religiose al mattino nel centro storico e nel pomeriggio e in serata i tradizionali appuntamenti sul litorale che avranno il loro clou nella processione in mare e la Santa Messa concelebrata dal Vescovo Savino in piazza San Francesco. A livello agiografico, San Rocco nasce in Francia come pellegrino e taumaturgo ed è storicamente invocato come protettore contro la peste, le epidemie e i mali contagiosi. Tuttavia, in diverse comunità marinare della Calabria, tra cui Trebisacce, San Rocco è stato ufficialmente adottato come protettore dei pescatori e della gente di mare per ragioni storiche e sociali legate alla vita e all’economia della comunità locale storicamente ricca di una lunga e intensa vocazione marinara. In realtà l’iconografia classica mostra San Rocco con una ferita sulla coscia causata dalla peste e un cane al suo fianco con in bocca un tozzo di pane ed è considerato protettore dalle grandi epidemie storiche che in passato hanno colpito le città costiere e i pescatori come soggetti più esposti ai contagi causati dagli scambi commerciali e dagli sbarchi nei porti, per cui la figura di San Rocco, baluardo contro i morbi, è diventata un punto di riferimento per chi lavorava sul mare, tra cui gli allora numerosi pescatori di Trebisacce che hanno individuato in San Rocco un simbolo forte a cui affidare le proprie vite durante le pericolose battute di pesca nello Jonio. Hanno quindi “adottato” il Santo quale loro protettore dotandosi di una sua statua che viene storicamente custodita nella Chiesa Madre. Durante i suoi numerosi viaggi in Italia San Rocco contrasse la peste a Piacenza e, per non contagiare nessuno e non essere di peso, decise di isolarsi in una capanna in un bosco vicino al fiume Trebbia, rassegnato alla morte. Qui, secondo la leggenda, venne salvato da un cane che ogni giorno sottraeva una pagnotta dalla mensa del suo nobile padronee la portava a San Rocco salvandogli la vita. Grazie alle cure e al pane portato dal cane, San Rocco guarì dalla peste e poté riprendere il suo viaggio di fede. Il legame definitivo dei trebisaccesi col Santo si è comunque consolidato proprio un secolo fa scegliendo di festeggiarlo e di dare vita ogni anno alla tradizione di issare la sua statua su un peschereccio imbandierato che partiva dal Pontile e che veniva seguito in mare da un lungo carosello di barche simboleggiando, da parte del Santo, la benedizione delle acque e delle reti e confermando San Rocco quale guida e protettore dei marinai locali. Da diversi anni, al fine di favorire un contatto più ravvicinato, la statua del Santo viene issata su una barca da pesca che costeggia la spiaggia consentendo così un approccio più ravvicinato e intimo tra i devoti che affollano la spiaggia e il Santo nato in Francia ma adottato e venerato quale protettore della gente che va per mare.
Pino La Rocca
