Asd Cassano Sybaris: ORA BASTA!

Non avremmo mai voluto alzare i toni soprattutto nei confronti di una categoria che abbiamo sempre difeso e ammirato per le prestazioni anche quando le stesse erano caratterizzate da errori privilegiando la teoria pacifista e distensiva che “anche loro possono sbagliare”. Oggi alziamo la voce, in modo imperativo e forte, per lo spettacolo oggi messo in scena a Cassano. Attenzione, prima ancora di continuare, è giusto chiarire che non si rivendica quanto seguirà per il triste risultato maturato ma esclusivamente per “gridare” la premeditazione, l’accanimento e l’inadeguatezza di chi dovrebbe essere il tutore delle regole. 

La gara in questione, Cassano Sybaris -Juvenilia Roseto C.S. valevole per la decima giornata di andata del campionato di Promozione girone A, altro non è stato che il giusto palcoscenico per protagonisti, in negativo, della terna arbitrale designata, tutti appartenenti alla sezione arbitrale di Rossano. L’arbitro Vito Filippi, con primo assitente Antonio Greco e secondo assistente Agostino Aspitrante, ha dato prova della personale preparazione, certamente non adeguata al campionato di promozione ma soprattutto inidonea a una gara quale quella di oggi. È anche plausibile “una giornata no” dell’arbitro, capita, ma se si somma la ancora più grave inadeguatezza del primo assistente, allora qualcosa non torna. Non torna, per esempio, il motivo della designazione di una terna della sezione di Rossano. Non torna, per esempio, l’approccio degli stessi, già prima della gara allorché si voleva proibire l’accesso alla Tibuna Ospite all’allenatore ospite che scontava la sua seconda giornata di squalifica. Non torna, per esempio, che quasi quasi si richiedeva una lista delle persone che, successivamente a un colloquio con dirigenti locali, si sarebbero accomodati in detta Tribuna (tra l’altro dichiarata da sempre agibile senza veti e in perfetta sicurezza). Non torna per esempio l’espulsione del dirigente accompagnatore Barci reo, secondo la segnalazione del primo assitente Greco, di aver gridato contro una decisione arbitrale ma nella realtà, invece, esternava un malcontento contro un giocatore della propria squadra. Non torna, per esempio, l’espulsione dell’allenatore locale Cimicata reo, sempre secondo il primo assistente Greco, di aver aver protestato e allontanato un pallone ma nella realtà lo stesso pallone veniva indirizzato nei pressi della panchina al magazziniere. Non torna, per esempio, la valutazione di episodi identici che nel caso di Bria è stato giudicato con provvedimento di espulsione diretta per un fallo quasi alla mediana forse degno di una ammonizione, mentre per un giocatore dello Juvenilia, sempre per fallo sul portatore di palla, neanche una punizione a favore. In verità, per dovere di cronaca, anche sull’espulsione dalla panchina del giocatore Bruno dello Juvenilia aleggia l’azione del saccente primo assistente Greco secondo il quale il giocatore avrebbe protestato contro l’arbitro per un fallo di gioco ma, in realtà, lo stesso gridava all’arbitro di provvedere, nell’immediatezza, a interrompere il gioco poiché un proprio compagno di squadra era a terra colpito al capo. L’impressione avuta è quella di un arbitro, Vito Filippi, scadente sull’aspetto della personalità, poco portato al dialogo, scarso per preparazione tecnica e atletica, non adatto alla categoria e con unica attitudine al comparto scolastico non agonistico. Errore da non sottovalutare la sua sudditanza al primo assistente Greco eleggendolo di fatto quale assoluto protagonista (a giudizio di parte, molto negativo). L’impressione avuta, che amareggia chi si prodiga nello sport e fa sacrifici anche economici, è stata della scarsa (e già siamo benevoli) preparazione dei protagonisti odierni oltrepassando la sottile linea della decenza, oltremodo scandaloso. La sintesi dell’accaduto porta a una riflessione societaria non escludendo quella del ritiro dal campionato, non siamo disponibili a essere cavie di una categoria arbitrale impreparata. Lo scadente arbitrato subito, accettando il risultato del campo per come sempre fatto, porta, come prima decisione immediata il SILENZIO STAMPA in attesa delle decisioni che matureranno nella imminente riunione della società pronta a lasciare il campionato in cui non si sente parte integrante ma oggetto di accanimento da parte dei signori che dovrebbero garantire equità di giudizio, ricordando agli stessi che essi esistono in quanto esistono le società (e non il contrario) le quali contribuiscono anche ai loro rimborsi.

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