Trebisacce: la festa di Santa Rita in tempo di Coronavirus

Un festa diversa, quella celebrata in onore di Santa Rita da Cascia, condizionata dal Coronavirus e perciò senza assembramenti, senza processione e nel rigoroso rispetto del distanziamento sociale, ma proprio per questo il tradizionale triduo di preparazione, il rito religioso del “transito” di Santa Rita preceduto dall’accoglienza delle fiaccole provenienti dalle altre tre parrocchie e dai paesi vicini e la solenne celebrazione eucaristica, sono stati vissuti in un rapporto più diretto e più intimo con la Santa dei casi impossibili. 

Non è un caso, infatti, che la Chiesa ha potuto riaprire le porte e, seppure con tutte le cautele imposte dal Covid-19, ha potuto accogliere una folla si devoti provenienti dalle altre parrocchie locali e anche dai paesi vicini che, parte in Chiesa, parte nella Cappella Feriale, parte nell'area antistante la Canonica e tantissimi collegati per mezzo dei Social, hanno potuto assistere alla solenne Santa Messa (nella foto) concelebrata dal Vescovo della Diocesi don Francesco Savino. «Che bello rivederci fisicamente, – ha esordito il Presule Cassanese – ne avevamo tutti un gran bisogno dopo i mesi di una devastante pandemia che ci deve comunque indurre ad una riflessione profonda sui falsi modelli di vita che abbiamo adottato finora. E in questa riflessione – ha aggiunto Mons. Savino – ci deve fare da modello e da guida la grande figura di Santa Rita da Cascia, da ammirare e da imitare come grande donna di preghiera e come straordinario modello di donna di pace e di riconciliazione per aver saputo perdonare gli assassini del marito». L’agiografia di Santa Rita racconta infatti che prima di farsi suora e dedicare la propria vita al Signore, ha subito la morte prematura di entrambi i genitori e subito dopo l’uccisione del marito in un’imboscata, a seguito della quale la Santa dei casi impossibili è rimasta vedova e, temendo che i suoi figli, una volta divenuti adulti potessero macchiarsi della colpa di vendicare il padre, ha pregato Dio che piuttosto li facesse morire. E questa preghiera è stata da Dio esaudita con la dipartita prematura dei due ragazzi. «Mentre in questo tempo di Coronavirus – ha raccomandato don Francesco Savino nel ringraziare tutti per la folta e sentita partecipazione alla celebrazione eucaristica - facciamo tutti esperienza della nostra fragilità e debolezza di fronte al contagio che colpisce tanti nostri fratelli e sorelle in Dio, preghiamo con fede Santa Rita da Cascia affinchè ci faccia guardare a questo tempo con serenità e fiducia e scongiuri il rischio che l’incertezza e la trepidazione per il futuro possano spegnere la fiducia e inaridire la speranza nel Signore». Al termine della santa Messa e prima della distribuzione delle rose benedette di Santa Rita, il parroco don Vincenzo Calvosa a nome personale e del co-parroco don Nicola Cataldi, ha ringraziato il Vescovo per aver voluto condividere il solenne momento di preghiera con la comunità parrocchiale “Cuore Immacolato della B.V.M.” e con le rappresentanze delle altre tre parrocchie, ringraziando la signora Irma Lauria e le sue collaboratrici sia per questo intenso momento di preghiera che per la collaborazione offerta, insieme alla Confraternita Misericordia di Trebisacce, nell’applicazione di tutte le precauzioni imposte dal Coronavirus.
Pino La Rocca
 

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