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Lineamenti e documenti di storia feudale a Morano Calabro (secoli XII – XVI)


Sabato, 5 settembre, la presentazione del volume di Lorenzo Carmine Curti

MORANO - Sabato 5 settembre, nella Sala conferenze del suggestivo Chiostro di San Bernardino da Siena, alle ore 18.30, il prof. Lorenzo Carmine Curti presenta il suo libro: “Lineamenti e documenti di storia feudale a Morano Calabro (secoli XII – XVI)”. Il volume, un vero e proprio scrigno di informazioni e testimonianze inedite, propone una lettura attenta e fedele degli avvenimenti che si sono succeduti nell'antichissimo e prestigioso borgo del Pollino nella lunga e turbolenta epoca medievale.

Uno studio attento ed esaustivo delle fonti, meglio, della “fonte”, unica, praticamente introvabile nei luoghi deputati a custodire le memorie storiche dei popoli - si parla della sempre citata e mai integralmente esibita “Platea di Morano”, del notaio Sebastiano della Valle - ha consentito a Lorenzo Curti di tracciare un quadro assai realistico delle vicende locali e di corredarlo, opportunamente, di un’ampia appendice documentaria. Un efficace ed esclusivo ausilio per “ricercatori”; un regalo per amanti e cultori della storia patria. Ogni approfondimento, l’eventuale interlocuzione con l’autore e le indispensabili indicazioni per munirsi dell’opera, è rimandata alla manifestazione di sabato. Evento che prevede, dopo i saluti del sindaco di Morano, Nicolò De Bartolo, i contributi: innanzitutto del prof. Lorenzo Curti, quindi del prof Biagio Giuseppe Faillace, membro dell’Unione Nazionale Scrittori, dell’avv. prof. Giovanni Brandi Cordasco Salmena, Università di Urbino, del prof. Luca Covino, Università Federico II, di Napoli. Modera il giornalista Pino Rimolo. Così, finalmente, a dispetto di quanti la ritengono un monile per pochi fortunati, la “Platea di Morano”, con l’enorme mole di dati, precisi e certificati che elenca, grazie allo scrupoloso e certosino lavoro di analisi, interpretazione e assemblaggio del prof. Curti, che la sottrae all'oblio restituendole quel ruolo “pubblico” creduto perso per sempre, non è più un mistero.

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