Si è costituita l'ASSOCIAZIONE GIOVANI CISL dell’Area Urbana Rossano-Corigliano

Si è costituita l'ASSOCIAZIONE GIOVANI CISL dell’Area Urbana Rossano-Corigliano, difatti presso la sede Sindacale Zonale della CISL ”Pietro Martino”, a Rossano in Viale Margherita, si sono incontrati molti giovani dei comuni limitrofi, interessati ad avviare questo progetto sindacale. L’Associazione è libera, democratica, autonoma, aconfessionale e apartitica, multietnica e multiculturale e si ispira agli stessi valori e principi dello Statuto della Cisl. Due giovani ragazze, studentesse universitarie, Accroglianò Gaetana di Rossano e Iuliano Daniela di Corigliano Calabro, sono state elette Responsabile e Vice Responsabile della Associazione Giovani Cisl dell’Area Urbana.
Un nuovo percorso all'interno del sindacato Cisl, indirizzato ai giovani, studenti e disoccupati, con anche l’obiettivo di iniziare realmente ad unire due comunità limitrofe importanti, partendo proprio dai giovani che sono il futuro.
Avviare nuovi progetti e iniziative finalizzate a rappresentare e tutelare la realtà giovanile in tutte le sue forme, promuovendo il rapporto delle giovani generazioni con le strutture Cisl, le sue Federazioni, gli Enti e le Associazioni, favorire l’aggregazione, lo scambio di esperienze e la partecipazione democratica dei giovani all’interno della Cisl, incoraggiare la condivisione delle esperienze lavorative e sindacali dei giovani.
Questi sono gli obiettivi prefissati dai giovani della Cisl che credono in un futuro migliore e intendono instaurare proficui rapporti di collaborazione e di scambio con le altre realtà organizzate, in particolare con associazioni giovanili e studentesche locali.
Tutti giovani con età compresa tra i 18 ed i 32 anni, ognuno con una propria storia, un titolo di studio e con tanta voglia di fare, senza chiedere raccomandazioni ma solamente mettendosi in gioco.
Durante l’incontro, è emersa tanta diffidenza nelle istituzioni e nel futuro, ma fortunatamente tutti con una grande voglia di rilanciare tramite la Cisl, le intuizioni e idee che possono essere messe in campo tramite nuove e diverse iniziative sindacali.
L'Associazione GIOVANI CISL Area Urbana Rossano-Corigliano, che comprende parecchi comuni limitrofi, intende comunicare e valorizzare oggi e in futuro la centralità e l’importanza dei giovani all’interno della nostra società, dando soprattutto quella ventata innovativa e di ricambio generazionale necessario per rilanciare un territorio come il nostro, con immense difficoltà economiche e sociali.
Rossano Scalo (Cs), lì 15.01.2014

Ufficio stampa - Cisl Rossano

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Centrale del Mercure: siglato al MISE accordo di compensazione ambientale

Il lavoro, lo sviluppo del territorio, la tutela ambientale e la salvaguardia della salute non saranno sconfitti dalla burocrazia e dai vizi di forma. Questo il valore contenuto nell'accordo siglato ieri con il Governo e tra Enel, Regione Calabria, Regione Basilicata, Parco del Pollino, le Organizzazioni Sindacali confederali e di categoria di Calabria e Basilicata ed i Comuni della Valle del Mercure [Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Lauria, Mormanno, Laino Castello, Laino Borgo e Papasidero].
L'accordo, infatti, dopo una trattativa durata mesi, rafforza i meccanismi di tutela ambientale e di salvaguardia della salute mediante la costituzione di apposito osservatorio, quantifica le ricadute occupazionali dirette dell'impianto circoscrivendole all'area della valle del mercure e stabilisce misure di compensazione economica per i comuni della valle, il parco del pollino e le regioni per una somma complessiva di circa 15 milioni di euro che servirà ad innescare ulteriori processi economici e di sviluppo per il territorio interessato.
Le rappresentanze del territorio hanno così comunemente ribadito, seppur l'accordo siglato dovrà essere recepito dagli organismi deliberativi delle varie istituzioni nelle prossime settimane, l'importanza dell'impianto industriale per lo sviluppo ed il rilancio del territorio e la compatibilità della centrale con l'area del parco del pollino.
Questa volontà espressa, in attesa della discussione sull'ennesimo cavillo burocratico presso il Consiglio di Stato, traccia definitivamente il percorso da seguire nel prossimo futuro perchè, pur rimanendo fiduciosi per una sentenza positiva per la definitiva riattivazione dell'impianto, appare evidente che se così non dovesse essere dovranno mettersi in piedi tutti i procedimenti e gli atti politici conseguenziali affinchè si arrivi alla definitiva autorizzazione dell'impianto del mercure.

                       CGIL-CISL-UIL                           FILCTEM-FLAEI-UILTEC
                       Sposato-Russo-Castagna                      Guido-Orlando-Campana

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RDT: positivo l'incontro con l'Assessore Chiurco. Nessuna nuova discarica, ma serve più coraggio

La regione Calabria fa ancora orecchie da mercante.
Corigliano - Nella giornata di ieri la Rete per la Difesa del Territorio ha incontrato l'assessore all'ambiente del Comune di Corigliano Calabro. Una interlocuzione cercata da tempo con chi copre incarichi istituzionali in uno dei due maggiori comuni del comprensorio, con l'intento di tracciare una linea comune su argomenti fondamentali per l'economia del territorio come rifiuti e trivellazioni.
Sulle trivellazioni è stato chiesto al comune di Corigliano di invitare, insieme a tutti gli altri comuni del comprensorio, la Regione Calabria ad sfruttare il diritto di precauzione previsto dal codice ambientale per impedire che l'anomalo iter per la concessione delle trivellazioni vada avanti senza il rispetto della volontà dei territori. Il Governatore Scopelliti, con un provvedimento di questo tipo, farebbe seguito alle dichiarazioni d'intenti su questo argomento. Ricordiamo che le esplorazioni sotterranee alla ricerca di idrocarburi, sia in mare che a terra, in altri territori hanno causato la completa devastazione ambientale, con conseguente sparizione di interi settori economici quali la pesca e l'agricoltura, senza contare i danni sanitari e paesaggistici.

Sui rifiuti la discussione è stata più articolata. Registriamo con piacere che l'assessore Chiurco ha escluso la costruzione di una nuova discarica nel comune di Corigliano e si è detto contrario alle discariche. Sul fronte della differenziata abbiamo specificatamente chiesto, per il prossimo capitolato d'appalto sulla raccolta, di non imitare l'amministrazione della vicina Rossano che ha escluso l'obbligo di porta a porta dal nuovo bando. La Rete per la Difesa del Territorio ha offerto il proprio contributo gratuito per costruire sinergicamente un capitolato d'appalto che rispecchi il modello Rifiuti Zero, e che comporterebbe enormi benefici economici, sanitari ed in termini di posti di lavoro all'intero territorio.

Nell'immediato l'amministrazione comunale sembra essere ingessata, anche su questo tema, dalle incombenze economiche e contabili. Ovviamente, come andiamo dicendo in lungo ed in largo lungo il territorio regionale, la gestione dei rifiuti non può essere tema di improvvisazione o di programmi a breve termine, anche perchè sappiamo con certezza che questo tipo di impostazione è costata alla pubblica amministrazione, quindi ai cittadini, più di due miliardi di euro letteralmente sprecati (il bilancio dell'ufficio del commissario all'emergenza ambientale).

Abbiamo invitato l'assessore a cercare delle soluzioni immediate per avviare il processo di differenziata con gli strumenti attuali, fermo-restando la titubanza nei confronti di nuove campagne di sensibilizzazione di massa che, a nostro modo di vedere, non servono a nulla: finché i cittadini avranno i cassonetti verdi sotto casa, nessuna sensibilizzazione farà aumentare la differenziata.

Registriamo per l'ennesima volta l'approssimazione con cui gli uffici e gli incaricati della Regione Calabria gestiscono l'impiantistica del sistema regionale, non offrendo ai comuni la possibilità di programmare con precisione il conferimento della eventuale differenziata, per esempio l'umido. Abbiamo già in passato pubblicamente dichiarato che il caos generato dagli uffici della Regione Calabria favorisce inequivocabilmente il “sistema di potere non estraneo ad interessi politico-malavitosi” che si cela dietro il ciclo dei rifiuti regionale.

Il Dipartimento Politiche per l'Ambiente chiarisca immediatamente quali sono le attuali capacità di funzionamento ed il reale utilizzo degli impianti del sistema Calabria Sud, impianti che rappresentano, lo ribadiamo, una truffa colossale nei confronti dei cittadini calabresi: possibile che non si possa sapere cosa, come e quando viene conferito negli impianti pagati dai cittadini?

Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

Referente Provincia di Cosenza, Flavio Stasi

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Cassano: vicenda due LSU restituiti al bacino regionale, il Sindaco scrive alla Regione

In merito alla decisione del “tavolo arbitrale” della Regione Calabria sulle vicenda relativa alla restituzione al bacino regionale di due lavoratori socialmente utili in forza al Comune di Cassano, e comunicata negli scorsi giorni allo stesso Ente municipale, il Sindaco Giovanni Papasso ha ritenuto necessario replicare alla nota pervenuta dalla  stessa Regione con una missiva indirizzata al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, all’ Assessore Politiche del Lavoro, Al Dirigente  del Dipartimento 10 Settore I – Servizio 2 ed al Segretario regionale della UIL Temp.
«Il Presidente di un “Tavolo Arbitrale” non ha il potere di dichiarare illegittimo un atto amministrativo, assumendo i poteri di organo di giustizia amministrativa – ha scritto il Sindaco di Cassano All’Ionio - pertanto, incongrua  ed inusuale  appare la decisione adottata dal Presidente del Tavolo Arbitrale, tenutosi in data 12 dicembre 2013, in cui non si era pervenuti ad alcuna decisione, se non con rinvio a successive comunicazioni delle parti, su eventuali accordi conciliativi. Ragion per cui -  ha spiegato nella missiva il primo cittadino cassanese la decisione del Presidente si appalesa, a nostro avviso, arbitraria laddove autonomamente qualifica “la restituzione dei due LSU al bacino regionale” come vero e  proprio “licenziamento disciplinare” e allorché  dichiara “illegittimo” l’atto di restituzione al bacino, ordinando all’Ente, la reintegra dei due LSU allontanati».
«Né, a nostro avviso, il Presidente di un Tavolo Arbitrale può decidere autonomamente, senza tenere conto delle volontà di entrambe le parti in causa, svilendo, così,  di significato e di contenuto lo scopo della convocazione del tavolo stesso, il cui aggettivo “arbitrale”, che gli viene accostato, implica  in sé  una decisione condivisa! Si aggiunga, infine, che è stato il Sindaco di Cassano All’Ionio a “suggerire” al Sindacato di attivare il Tavolo Arbitrale presso la Regione Calabria, a riprova che l’Ente con la delibera n. 263 non aveva voluto dimostrare alcun intento “punitivo” nei riguardi dei due lavoratori, ma aveva voluto dare alla stessa solo una funzione “educativa”. Preme sottolineare la circostanza che, in sede di Tavolo Arbitrale, il Sindaco si  era dichiarato disponibile a revocare la Delibera di G.C. n. 263/2013, previa formale richiesta da parte dei lavoratori interessati, che avrebbero dovuto semplicemente riconoscere la funzione educativa dell’atto, ribadendo una linea già seguita, nel corso di tutta la vicenda, anche a seguito di sollecitazioni politiche e sindacali – ha spiegato ancora il Sindaco Papasso - Poiché di tutto questo non si è tenuto conto, spinge a ritenere che la decisione assunta dal Dirigente regionale fosse preconfezionata e preconcetta, decisa cioè già prima della convocazione del Tavolo e non potrebbe essere altrimenti considerato il clima ostile nel quale si è svolta la discussione. In verità, per come nella logica delle cose, ci saremmo aspettati  l’assunzione  di un ruolo positivo in questa vicenda, da parte della Regione Calabria, che avrebbe dovuto invitare i due lavoratori a prendere atto della grande apertura del Sindaco nei loro confronti e a comportarsi di conseguenza. Sarebbe stato un atteggiamento utile  a facilitare  il compito di una  Pubblica Amministrazione,  che aveva assunto  un atto “educativo” nei confronti di chi era venuto  meno ai principi fondamentali  che regolano la vita del lavoro nei pubblici uffici e servizi».
«Del resto, se la volontà dell’Amministrazione Comunale fosse stata altra – ha spiegato - si sarebbero, si, attivati, anche nelle occasioni precedenti e facilmente note, perché riferite a comportamenti praticati in pubblico, gli istituti disciplinari, che avrebbero portato sicuramente al licenziamento dei due lavoratori. Noi, però, abbiamo in considerazione la precarietà dei lavoratori stessi e solo per questo, e per i loro nuclei familiari, si era deciso di restituire i due lavoratori al bacino,  nella certezza che la Regione avrebbe celermente provveduto a  ricollocarli presso altri Enti “non familiari” agli stessi.
In ultimo, sottolineiamo – ha posto il Sindaco l’attenzione su un aspetto alquanto curioso dell’intera vicenda - il fatto che un funzionario della Regione Calabria, attraverso la posta elettronica certificata,  abbia comunicato agli interessati l’esito del Tavolo Arbitrale, indirizzando la nota ad un indirizzo e-mail contente il pseudonimo “bagarozzo”, di cui si conosce bene il significato, svilendo, in tal modo, il senso stesso dell’Istituzione Regione. Avendo  rispetto dell’alto senso dell’Istituzione, per questo proviamo amarezza – ha concluso il Sindaco di Cassano All’Ionio».
Da qui la decisione del Sindaco di Cassano All’Ionio, adottata: « solo per non creare maggiori danni e disagi sociali ai due lavoratori», infatti, «In attesa di maggiore chiarezza sulla definizione delle competenze di ognuno, da stabilirsi nelle sedi opportune, gli stessi lavoratori sono stati riammessi nei progetti gestiti dal Comune di Cassano, le cui convenzioni per i LSU-LPU sono stati prorogati al 31 dicembre 2014». Nel fare ciò, tuttavia il primo cittadino di Cassano All’Ionio ha tenuto anche a ricordare i contorni della intera vicenda, nata «Dopo che i due lavoratori si erano resi protagonisti di vari episodi destabilizzanti, culminati  in una  tentata aggressione nei confronti di altro dipendente, che ha sporto formale querela/denuncia presso la locale Tenenza dei Carabinieri, ha costituito la classica  goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo l’Amministrazione Comunale ad assumere la decisione contenuta nella delibera de quo, che avrebbe dovuto avere anche funzione  educativa e di deterrenza, in considerazione del fatto che la Città di Cassano ha pagato un prezzo alto, in termini di immagine, per i noti fatti di cronaca».
Commentando l’intero accaduto il Sindaco ha così dichiarato:
«Ho preso atto con viva amarezza delle conclusioni a cui è giunta la Regione Calabria, su una vicenda che, come ho avuto modo di ribadire più volte, aveva solo ed esclusivamente un valore educativo e non certamente punitivo.
Infatti, se solo avessimo voluto azionare meccanismi punitivi, avremmo saputo molto bene quali strade intraprendere.
Non potevo, comunque, aspettarmi altro da una Regione Calabria,  che non si contraddistingue per la tutela degli amministratori, privilegiando esclusivamente azioni mirate a proteggere i loro clienti.
Non mi sento di aggiungere altro, poiché  vale il detto che agli intenditori bisogna riservare poche parole!»
«Nei confronti di taluni sindacalisti che,  con i loro comportamenti e le loro azioni, offendono la memoria dei padri del sindacalismo italiano, non voglio riservare alcun commento, limitandomi a constatare, con amarezza, di aver pagato, invano e per 35 anni, la tessera di iscrizione alla UIL.
Aggiungo che, nella mia lunga esperienza politica, ho sempre guardato con grande rispetto verso coloro che si occupano  degli interessi generali, mantenendo le dovute distanze  da chi predilige e si spende per la tutela degli interessi di pochi favoriti.
Noto, inoltre, con sommo dispiacere,  che i dirigenti della UIL non riservano alcuna parola nei confronti del lavoratore che è stato malmenato, preoccupandosi  unicamente di sostenere la causa degli attori del gesto».
«Prendo, però,  atto con piacere della presa di distanza, comunicatemi via e-mail, del Sindacalista della UIL Valente, rispetto a certe dichiarazioni date alla stampa, che  sebbene rechino  la sua firma, svelano  facilmente il vero autore.
Termino col dire che taluni, che col Sindacato non hanno niente a che vedere e che hanno sempre badato ad interessi clientelari e di bottega, non possono darmi lezioni di socialismo, poiché questo termine racchiude certamente la  difesa del mondo del lavoro ma anche, e principalmente, il ripudio di ogni forma di sopraffazione e di prepotenza, lesivi del diritto di tutti di sentirsi uguali e liberi.
Dalla parte mia so di avere la Cassano onesta, che non ama la violenza e la prepotenza, che chiede che venga messo ordine nel Palazzo e vuole che il Sindacato faccia il proprio dovere».
Cassano all’Ionio, lì 14 gennaio 2014

                                                                                        L’UFFICIO STAMPA DEL SINDACO
                                                                                                           Il Portavoce

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Rossano: trasparenza, gli stipendi degli amministratori

5.664 Euro, a tanto ammonta il compenso totale mensile al netto, percepito dal Primo cittadino e dalla Giunta Municipale, per il loro servizio di amministratori. 1.803 Euro per il Sindaco Giuseppe Antoniotti, 1.071 Euro per il Vice Sindaco Guglielmo Caputo, 877 Euro per l’Assessore Eugenio Otranto, 813 Euro per il Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Scarcello, 672 Euro per l’Assessore Giuseppe Librandi e 428 Euro per l’Assessore Stella Pizzuti.
Sono, questi, i dati comunicati dall’ufficio ragioneria del Comune, in applicazione del decreto trasparenza (33/2013) che obbliga tutti i nominati e gli eletti – dai sindaci, ai consiglieri comunali, passando per gli assessori ed i presidenti di Assise civica – a pubblicare i compensi connessi alla carica istituzionale espletata.
I dati riportati riguardano i compensi recepiti nell’annualità 2012. Non risulta la retribuzione dell’Assessore al Bilancio, Sergio Stamile, in carica dal 2013. Inoltre, gli ex assessori Franco Stefano Capalbo, Vincenzo Grispino e Giuseppe Sifonetti, hanno percepito rispettivamente 427 Euro, 678 Euro e 425 Euro mensili.

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