Cassano: iniziano le epurazioni post-elettorali

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Rotazione del personale come scure per colpire congiunti di candidati in liste diverse da quelle di Papasso. Paghi chi ha causato le emergenze, non i dipendenti virtuosi.
Si ripopola l’ufficio manutentivo del Comune di Cassano All’Ionio: Vittorio Pellegrini, marito della candidata alla carica di consigliere comunale Mara Pucci, e Mario Azzolino, padre del candidato alla carica di consigliere comunale, ed ex consigliere, Giuseppe Azzolino, entrambi per l’Area Civica Moderata.

Si ripopola anche l’ufficio patrimonio con Peppino Rodilosso (padre di Paola Rodilosso candidata alla carica di consigliere comunale per la lista Ora Cassano); in un primo momento destinatario di una disposizione di servizio che lo spostava dall’ufficio economato al servizio ambiente. Nemmeno il tempo di fare le consegne che Rodilosso è oggetto di un’altra disposizione che, revocando la precedente, attraverso una delibera di Giunta, va ad annullare quella del commissario prefettizio che lo nominava economo e destinava lo stesso all’ufficio patrimonio. Dopo Pellegrini e Rodilosso, è la volta di Azzolino.
Eravamo stati zitti fino ad ora, pensando che i primi spostamenti fossero casuali, ma al terzo spostamento, unidirezionale, non si può più far finta di niente. E senza una giustificazione sensata: «esigenze ed emergenze ed in attesa della riorganizzazione degli uffici» recitano gli ordini di servizio che, guarda caso, hanno riguardato soltanto i 3 dipendenti comunali sopra-citati, senza nessuna reale logica. Lo avevamo anticipato in campagna elettorale: metodi stalinisti di epurazione avrebbero interessato i cittadini di Cassano che non si erano schierati apertamente con l’allora candidato a sindaco Papasso. La rotazione del personale nella Pubblica Amministrazione, come hanno più volte anche segnalato i sindacati nazionali, non ultimo per il caso delle rotazioni dei dipendenti al Comune di Roma, dovrebbero essere virtuose e non punitive. E, soprattutto, ci dovrebbe essere, a monte, un piano, una organizzazione armonica che vada a favore dei cittadini e non operazioni sporadiche che sanno di punizione. Ma a Cassano si continuano a seguire metodi totalitari, lontani dalla contemporaneità amministrativa e liberale. Gli ordini di servizio parlano di “Gestione delle emergenze, ed esigenze”, chi ha causato queste emergenze? Paghi chi le ha causate e non i dipendenti virtuosi. E siamo solo all’inizio, avevamo avvisato i cassanesi in campagna elettorale: Papasso non è il sindaco di tutti, dopo un mese questo appare già chiaro.


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