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Alto Jonio: LSU ed LPU, per la Nidil-Cgil bisogna evitare di generare figli e figliastri

TREBISACCE - LSU ed LPU finalmente stabilizzati e non più precari ma entro il termine improrogabile del 31 marzo prossimo molto c’è ancora da fare, in molti comuni calabresi, perché il monte-ore lavorativo sia uguale e dignitoso per tutti i lavoratori. 

E’ la valutazione del Segretario Generale Comprensoriale della Nidil-Cgil Vincenzo Laurito che si è adoperato in tutti i modi per raggiungere questo risultato il quale torna a spronare gli amministratori locali ad avere più coraggio nelle scelte che riguardano il salario di lavoratori che da circa 25 anni… tirano la carretta e attendono con trepidazione una sistemazione stabile e dignitosa per sè e per le proprie famiglie. «Come Nidil-Cgil – ha scritto il Sindacalista di Castrovillari ringraziando l’On. Tucci, l’on. Enza Bruno Bossio e il Sen. Magorno per essersi adoperati per questa causa - siamo soddisfatti che dopo circa un quarto di secolo la quasi totalità dei Lsu e dei Lpu calabresi abbiano raggiunto l’agognato traguardo della stabilizzazione e del contratto di lavoro a tempo indeterminato. Restiamo però insoddisfatti delle condizioni in cui questa stabilizzazione purtroppo è avvenuta perché gran parte dei lavoratori vedrà ridotto di un terzo il proprio salario mensile, quasi 300 euro al mese. E’ sotto gli occhi di tutti – osserva Vincenzo Laurito – che, con la stabilizzazione, la quasi totalità dei lavoratori ha avuto riconosciuto un orario di lavoro assolutamente insufficiente per poter vivere serenamente il proprio futuro». Il Segretario Generale della Nidil-Cgil ha infatti spiegato che il solo contributo dello Stato e della Regione ormai storicizzato a 13.096 euro, corrisponde a 15 ore settimanali per le figure “C”, a 17 ore settimanali per le figure “B” ed a 18 ore settimanali per le figure “A”. Sempre secondo Laurito, ci sono stati pochi, anzi pochissimi, Comuni che, mettendo a disposizione somme di bilancio aggiuntive, hanno integrato il monte-ore portandolo fino a 25/26 ore, ma la maggior parte degli enti locali, soprattutto i piccoli Comuni, non avendo a disposizione le risorse necessarie, non hanno potuto integrare di una sola ora l’orario di lavoro e quindi si è creata una situazione di estrema precarietà, tanto che anche i servizi resi ai cittadini ne possono risentire. «Per queste ragioni – ha dichiarato il sindacalista castrovillarese - abbiamo la necessità di rivedere assolutamente la questione e la Cgil, attraverso l’Anci, ha già chiesto alla deputazione calabrese di sollecitare l’attivazione un tavolo istituzionale interministeriale attraverso il quale affrontare la questione e noi, come Sindacato, solleciteremo ulteriormente l’avvio della discussione che dovrà avvenire in tempi rapidi augurandoci che il Governo trovi rapidamente il suo equilibrio e risolva i propri problemi politici interni. Non c’è dubbio alcuno - ha aggiunto Laurito - che la soluzione passi attraverso l’aumento dei contributi da parte dello Stato e della Regione in quanto molti comuni non hanno risorse sufficienti da aggiungere per migliorare la condizione salariale dei lavoratori, per cui l’unica soluzione praticabile resta quella di incrementare le risorse statali e regionali, anche perché nel corso degli anni la platea dei Lsu ed Lpu si è ridotta a seguito dei pensionamenti. Ora è quindi più semplice quantificare le risorse che si sono liberate e, se c’è la volontà politica, sia dello Stato, sia della Regione, che queste risorse possono essere riallocate nei bilanci dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli». Altra soluzione possibile, secondo la Nidil-Cgil, potrebbe essere quella di attivare una sorta di mobilità territoriale, individuando gli enti, sia Statali che sub-Regionali, che abbiano risorse proprie da mettere a disposizione e possano così assorbire i lavoratori in esubero che si sposterebbero nel territorio limitrofo, migliorando, chiaramente, la loro condizione lavorativa e salariale. «Comunque bisogna pure ammettere – ha aggiunto il Sindacalista della Cgil - che nonostante i Comuni abbiamo avuto un anno di tempo per stabilizzare i lavoratori, allo stato attuale, nel comprensorio Pollino–Sibaritide ci sono ancora 8 Comuni che non sono riusciti a completare l’iter della stabilizzazione. Abbiamo quindi la necessità, - ha ammonito il segretario Comprensoriale della Nidil-Cgil Vincenzo Laurito rivolgendosi ai comuni ritardatari - di mettere in atto al più presto le procedure che consentono anche a questi altri lavoratori di raggiungere l’obiettivo della stabilizzazione, senza aspettare l’ultimo giorno di marzo, così come è necessario risolvere la questione della mancata contribuzione figurativa ai lavoratori LPU risolvendo un’incomprensibile discriminazione con i colleghi LSU ai quali è già riconosciuta la contribuzione figurativa. In mancanza di questo riconoscimento – ha concluso Vincenzo Laurito - questi lavoratori non raggiungeranno il requisito utile per il pensionamento, che si raggiunge con un minimo di 20 anni di contribuzione e tutto ciò rappresenta un’ingiustizia che va sanata al più presto».
Pino La Rocca

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