I costi...della casta

ALTO JONIO - Stefano Bonaccini Presidente della Regione Emilia Romagna che conta ben 4milioni459mila abitanti guadagna 7.102 euro omnicomprensivi al mese per 12 mesi, mentre i consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna guadagnano in tutto 5.652 euro al mese.

 In Calabria, con una popolazione di 1milione 947mila abitanti, (meno della metà dell’Emilia Romagna) e con il reddito pro-capite più basso di tutta l’Italia, il Presidente Jole Santelli, come del resto i suoi predecessori a far data dal 2013 anno in cui è stato rivisto tutto il sistema delle indennità di carica, guadagna 13.800 euro al mese, mentre i semplici consiglieri regionali (vice-presidente, assessori, presidenti di commissione guadagnano di più) incassano 11.100 euro al mese. Per non parlare poi dei privilegi, delle gratuità e degli sconti aggiuntivi di cui beneficiano nell’esercizio del mandato e, soprattutto, delle enormi spese di cui appesantiscono il bilancio regionale con l’assunzione di una marea di autisti e di portaborse di cui si dotano a inizio mandato, le cui provvidenze possono arrivare fino a 40mila euro. E tra questi, troviamo fedeli consiglieri comunali, segretari di partito e, cosa davvero paradossale, anche un Sindaco che, oltre a svolgere il proprio mandato di primo cittadino, fa pure l’autista a un consigliere regionale della Lega. Questi, ed altri ancora, gli incredibili costi…della casta in una Calabria sempre più povera e disperata nella quale, specie in questo periodo di grave crisi, la miseria e la fame si tagliano a fette. Per la verità, da quanto si legge dalle cronache, c’è da tempo all’o.d.g. del Consiglio Regionale una proposta di legge regionale denominata “taglio privilegi” suffragata da un Referendum popolare attraverso il quale oltre 5mila Calabresi si sono espressi favorevolmente, ma ormai la proposta è datata e difficilmente approderà sui banchi del Consiglio Regionale perché su questa materia Maggioranza e Opposizione si trovano sempre d’accordo quando si tratta di difendere i privilegi della casta politica. Del resto lo hanno dimostrato di recente, caricandosi di ridicolo in tutta Italia, con il maldestro tentativo di risuscitare i vitalizi. Ora, nel periodo di forte crisi nel quale vivono la maggioranza delle famiglie calabresi, perseverare nel non intervenire sui costi della politica è assurdo e dimostra come la classe politica regionale sia ormai lontana anni-luce dal popolo calabrese. Dinanzi alla spaventosa crisi economica che attanaglia un Mezzogiorno sempre più in crisi e ad una Calabria sempre più debole e lacerata non si può continuare a far finta di nulla. I Calabresi hanno chiesto a gran voce di tagliare i privilegi alla casta politica regionale più pagata d’Italia e con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ecco perché il Consiglio Regionale della Calabria non può più opporsi alla calendarizzazione di questa legge.
Pino La Rocca

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