Alto Jonio: elezione Sindaci, verso l'abolizione del limite di mandato

TREBISACCE - Il limite di mandato dei sindaci al di sotto dei 15mila abitanti va abolito! Lo sostiene l’ANPCI (associazione nazionale piccoli comuni italiani) il cui presidente, Franca Biglio Presidente dell’Associazione e Sindaco di Marsaglia nel cuneese, nei giorni scorsi ha scritto al Presidente Mattarella, al Ministro dell’Interno Lamorgese, alle più alte cariche dello Stato ed ai Dirigenti di tutti i partiti dell’arco costituzionale per tornare a chiedere ufficialmente l’abolizione del limite di mandato per i Sindaci dei comuni inferiori a 15mila abitanti o, in subordine, dei comuni inferiori a 5mila abitanti. 

Come è noto, attualmente il limite di permanenza in carica per i Sindaci è fissato in 3 mandati consecutivi per i comuni fino a 3mila abitanti e in 2 mandati per tutti gli altri. Per la verità l’ultimo ritocco alla Legge sugli Enti Locali firmata Delrio, oltre a rivedere il numero dei consiglieri comunali, ha concesso la proroga di un anno ai Sindaci dei Comuni inferiori a 3mila abitanti e, nel nostro Comprensorio, per esempio, ne hanno beneficiato i Sindaci di Cerchiara di Calabria Carlomagno, di San Lorenzo Bellizzi Cersosimo e di Plataci Tursi che sono al terzo e, comunque, ultimo mandato. Ma la proposta avanzata dall’ANPCI, in Calabria riguarda ben 350 piccoli comuni sul totale dei 440 comuni calabresi e, nell’Alto Jonio, riguarda la totalità dei comuni, nessuno dei quali, infatti, è superiore a 15mila abitanti. Al contrario, sono tutti inferiori a 3mila abitanti tranne Rocca Imperiale che secondo l’ultimo rilevamento Istat del 30 giugno 2019 registra 3.330 abitanti, Villapiana che ne registra 5.475 e Trebisacce di poco inferiore a 9mila abitanti. La richiesta dell’Anpci interessa dunque quasi tutti i Comuni dell’Alto Jonio nei quali sono diversi i Sindaci che sono già al secondo mandato. Tra questi, per esempio, i sindaci di Rocca Imperiale Ranù, di Villapiana Montalti e di Trebisacce Mundo, i quali “sic standibus rebus”(stando così le cose), non potrebbero ricandidarsi. In base all’attuale normativa potrebbe invece ricandidarsi il sindaco di Amendolara Ciminelli perché il “Paese delle Mandorle”, nel quale si voterà l’anno prossimo, oggi conta 2.797 abitanti. «Ad oggi – ha dichiarato la Presidente Biglio –già quasi 350 sindaci ci hanno fatto pervenire la nostra petizione sottoscritta singolarmente e sono tantissimi quelli che ne hanno preannunciato la sottoscrizione, oltre a tantissime condivisioni. Queste adesioni, - ha aggiunto la Sinadca di Marsaglia (CN) - che si stanno raccogliendo presso gli uffici romani dell’Associazione dei piccoli comuni, testimoniano l’enorme interesse che esiste sull’argomento e che ci spinge ancora una volta a sollecitare tutto l’impegno possibile per una positiva valutazione della proposta ed un favorevole ed urgente intervento legislativo in merito». In realtà presso le aule del Parlamento è in discussione la riforma degli Enti Locali, che sicuramente non si farà in tempo ad approvare prima della “election day” fissata dal Governo per il 20 e 21 settembre 2020, allorquando si voterà per le Regionali, per le Comunali e per il Referendum che propone a riduzione da 945 a 600 il numero dei Parlamentai, ma i sostenitori della modifica dell’attuale limite di mandato per i Sindaci si battono per farla diventare legge dello Stato il prima possibile. Ovviamente, sia fuori che dentro i Municipi, non tutti la pensano allo stesso modo: c’è infatti chi sostiene che l’alternanza favorisce la democrazia ed evita il rischio da parte dei sindaci di impigrirsi, di pensare di vivere di rendita e di passare dall’autorevolezza al dispotismo. C’è invece chi è decisamente favorevole perché la continuità permette non solo di lavorare per il quotidiano ma di poter programmare in prospettiva potendo capitalizzare l’esperienza acquisita e metterla a frutto nella propria azione amministrativa. Punti di vista, questi, che sicuramente orienteranno le scelte del Parlamento nel quale, come è ovvio, peserà molto la consistenza politica dei partiti.
Pino La Rocca
 

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