L'encomiabile lavoro dell'Assessore Gallo

ORIOLO - Viviamo un momento di grandi cambiamenti, su ogni piano, e sempre più spesso le Istituzioni invece di mostrare capacità di visione e di elaborazione di soluzioni, si chiudono in se stesse, alla ricerca continua del nemico da abbattere e da cui difendersi. La naturale conseguenza, negativa, ormai sotto gli occhi di tutti, è il continuo tentativo di feudalizzare la società, deteriorando il principio dell’unità, affermando il primato del particolare, del locale, dell’individualismo nella forma più gretta ed egoistica.

 Trasformazioni profonde che stanno esaurendo il ruolo dello Stato moderno e anche la concezione della politica, incrinando irreversibilmente il rapporto fra Stato e territorio.
Questi mutamenti richiederebbero maggiore umiltà, grande capacità di mediazione, eccezionali capacità di visione e non il continuo e sempre più praticato autoincensamento affiancato dall’innalzamento sempre più imponente di barriere con conseguente chiusura verso l’esterno ed un crescente odio verso il “nemico” da uccidere.
Una concezione della politica che di fatto non rappresenta e rispecchia la realtà e di conseguenza la società e le sue esigenze, ma che ha come obiettivo primario e dichiarato “il cambiamento”.
Tutto ciò è avvenuto attraverso la costruzione di un nuovo sistema basato sull’associazionismo, sulla condivisione, sulla partecipazione, sulla ricerca di verità e “parità”, sulla costruzione di una nuova forma di libertà partecipata che paradossalmente ha generato chiusura, separazione, faziosismi, individualismi, contrapposizione preconcetta, fino al punto di alimentare pulsioni continue che lacerano la società.
Probabilmente sarebbe molto più utile misurarsi con il quotidiano, con la realtà, piuttosto che chiudersi nelle singole monadi senza porsi alcuna domanda su ciò che avviene al di fuori del piccolo “particolare”.
Chi decide di impegnarsi nelle istituzioni, in primis, dovrebbe avere la consapevolezza che le proprie scelte rappresentano fenomeni, che piaccia o meno, incidono sulla quotidianità di tutti.
La politica ha il dovere di guardare alla società, ai suoi problemi, di cercare soluzioni, dare risposte; la politica ha un senso se è capace di costruire legami, abbattere muri e barriere, superare i particolarismi ed i faziosismi, promuovere il confronto, costruire legami e relazioni, connessioni fra individui e ceti.
Le battaglie devono avvenire su un piano ideologico e culturale; i buoni propositi da campagna elettorale non devono solo rimanere spot, non si può portare in alto i vari vessilli di giustizia, legalità, correttezza, trasparenza, onestà, partecipazione e via dicendo se poi questi non trovano appieno un riscontro concreto nelle azioni quotidiane.
Tutto ciò continua ad alimentare quel senso di sfiducia da parte dei cittadini, sempre più confusi ed abbandonati a se stessi; c’è una palpabile sfiducia nella democrazia rappresentativa, insofferenza verso un linguaggio sempre più lontano dalla vita reale, avversione alle Istituzioni ed alla politica vista ormai con rassegnazione, più come un male che come autorevole strumento di risoluzione dei problemi.
La politica, come tutte le cose, non può essere frutto di improvvisazione, soprattutto quando si ha la responsabilità di amministrare la cosa pubblica. E questa, non può essere inficiata da una visione personalistica e di parte; le Istituzioni non sono i partiti; le Istituzioni vanno oltre il colore politico e di conseguenza necessitano di rispetto reciproco.
E quando, attraverso l’impegno istituzionale, si mettono in campo iniziative che rispondono alle esigenze dei cittadini, si fa un servizio utile, bisogna avere la forza ed il coraggio di dirlo chiaramente, superando ogni visione di parte.
In questo contesto, ci tengo a ringraziare l’Assessore Regionale Gallo, non perché io sono suo sostenitore; chi mi conosce, sa, la mia scarsa propensione al potere; ho sempre considerato semplice stare dalla parte del più forte, più intrigante stare dalla parte degli ultimi. E Gianluca oggi non è più fra gli ultimi. Ma a lui mi lega una profonda amicizia, che probabilmente abbiamo cementato nei nostri momenti di maggiore difficoltà; in quei momenti forse è più difficile e meno scontato restare amici alle persone, per me ed anche per lui, è stato naturale continuare ad essere amici. Una persona per bene, un volto “presentabile”, figlio di questa terra, capace e fattivo, di cui sono orgoglioso ed a cui auguro ogni bene, perché lo merita.
Ci tengo a ringraziarlo perché; perché si è sempre speso per questo territorio e per la mia comunità, è sempre stato negli anni disponibile tanto da conoscere persone e problemi; non ha fatto mancare mai il suo supporto, per quello che ha potuto, e la sua vicinanza.
E’ sempre stato attento alle sollecitazioni che gli abbiamo fatto, ed oggi, che ha ruoli importanti di Governo, ha continuato a dimostrare attenzione ed interesse; e non mi si venga a dire che è solo una questione elettorale, poiché poco più di 100 preferenze sulle oltre dodicimila….forse semplicemente è un modo diverso di intendere la politica; al servizio della gente, fra la gente e per la gente, indipendentemente dai colori politici.
Bene, in questi giorni mi sono imbattuto su un comunicato della locale amministrazione riguardo il controllo selettivo degli ungulati (problema cinghiali), dove si parlava di questa misura con favore ringraziando il Dipartimento Agricoltura; sono felice che la misura abbia riscontrato anche questo apprezzamento. Io però voglio aggiungere e ringraziare non l’amico, bensì l’Assessore Gallo, per aver saputo sin da subito interpretare le esigenze di un settore fortemente penalizzato negli anni ed aver messo in campo azioni concrete. Sarebbe riduttivo parlare solo dei selettori, misura di competenza regionale fortemente voluta dall’Assessore, poiché in poco tempo sono state messe in campo molteplici iniziative, dalla forestazione (dove fra i beneficiari risulta anche Oriolo) allo sblocco delle risorse, solo per fare alcuni esempi.
Riguardo al problema selettori, è bene ricordarlo, Oriolo era rimasto fuori dal primo elenco, e appena sollecitato, su impulso dell’Assessore, sono stati integrati i Comuni di Oriolo ed Altomonte.
Ma lo voglio ringraziare, perché è giusto farlo, anche per la continua vicinanza e per quello che ha fatto, nel silenzio assoluto, come del resto noi tutti, nel periodo di grande difficoltà che ha vissuto Oriolo quando era zona rossa. Le interlocuzioni sono state quotidiane e qualche risposta è arrivata.
Ritengo che questo percorso sia solo all’inizio, ci sono tante altre idee e progetti in campo, molti dei quali portati avanti nella precedente esperienza amministrativa (a cui non ho lesinato critiche quando lo ritenevo giusto) e credo che a breve arriveranno altre risposte. Perché una cosa accomuna noi e Gianluca, l’indiscusso amore per questa terra, per la nostra gente e le nostre comunità.
Vincenzo Brancaccio 

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