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Rilanciare il Turismo e la Nautica a Sibari porto, oltre l’emergenza COVID-19


Appello dell’Ingegnere Francesco GALLO alla politica.
 La questione crisi oltre l’emergenza COVID-19 di cui si conosce l’inizio – ma che rischia di andare ben oltre la prossima auspicabile fine dell'epidemia (luglio e/o Agosto)– va affrontata con una certa urgenza e programmazione di rilancio. Esprimo personalmente, in questo momento particolare in estrema solitudine istituzionale, dettata da una giustificata quarantena, una grande preoccupazione per la stagione turistica alle porte, alla nautica e al diportismo nautico oramai in ginocchio da anni a Sibari.

 Vorrei ricordare, che il settore turismo e quello nautico a Sibari, da anni fortemente incrinato da una programmazioni di interventi scellerati determinati dalla politica sul canale ingiustificatamente, ha imposto, con interventi tutti discutibili e non sempre giustificati, soluzioni solo di facciata per convenienza ed in linea con la politica regionale sulla erosione costiera, adottate per definire la navigabilità del canale; le campagne mediatiche sensazionalistiche del sequestro dello stesso canale da parte della Procura di Castrovillari, hanno arrecato danni d’immagine al nostro territorio e al settore del turismo e alla nautica incalcolabili; dallo scioglimento dell’amministrazione comunale per mafia e a due anni di gestione commissariale sterili e senza programmi di rilancio, allo stato, non quantificabili i danni prodotti al settore turismo e alla nautica a Sibari tutto ricade sotto gli occhi degli utenti; una tale gestione politica inqualificabile, senza programmi che comunque, continua a non dare risposte adeguate e ad arrampicarsi a soluzioni tamponi per non farsi additare, con interventi “salvafaccia” continua a ignorare lo stato dei fatti, le strutture turistiche chiuse, il porto canale interdetto nessuna prospettiva di futuro. Tutti gli operatori turistici e della nautica, a Sibari, stanno scontando e/o sconteranno gli effetti di una flessione della domanda di ospitalità, che rischia con questo stato di cose, nell’emergenza mondiale, di protrarsi fino al completo abbandono del posto e delle speranze attese per il rilancio del porto. È necessario intervenire, e subito nel settore del turismo, incentivando e eliminando e congelando tasse inutili agli operatori del settore del turismo e della nautica. Proporre uno stato di incentivazioni, con bandi per il turismo, finalizzati a breve e medio termine, nel promuovere iniziative di rilancio per il turismo nautico, con visibilità attraverso il network delle filiere turistiche internazionali, e iniziative mirate, che possono attrarre flussi turistici dei paesi del nord Europa. Non è pensabile, che i futuri interventi previsti per il canale e la sua navigabilità, si limitino a dare una speranza di aperture per si e no, di due mesi l’anno tappando gli occhi anche ai ciechi di fronte all’evidenza di un fallimento degli interventi prodotti, senza che nessuno ne assumi le responsabilità (persino la sottrazione della sabbia per il ripascimento trasportata in altro luogo). Le risorse ci sono, basterebbe rendere maggiormente semplificato l’accesso ai vari interventi qualificativi e propedeutici ai passaggi successivi delle procedure di demanializzazione delle acque interne come primo scopo, acquisendo definitivamente al demanio comunale tutta l’area del canale, e poi, proseguire con il resto delle prescrizioni previste nel “Master Plan Regionale” sulla portualità, che chiarisce la necessità di far rientrare quale servizio pubblico ultriori 120 posti barca da mettere a disposizione all’interno delle porte vinciane con tutti i servizi annessi alla portualità (pare che nel 2012 sia stata già proposta e sottoscritta una convenzione con la Casa Bianca spa e il commune di Cassano da sottoporre alla regione per la cessione dei probabili posti barca). Tutto questo può essere risolvibile nel giro di un anno e giustificare solo dopo l’azione pubblicistica del porto, a poter accedere a qualuque finanziamento pubblico regioinale e/o europeo perla definizione di un progetto strutturale del porto, e non le fantonie, che ci rifilano politici in carriera, come se avessimo gli occhi chiusi dalla nascita o interdizioni mentali per quello che sta accadendo da anni, e che tutto debba essere giustificato dallo sperpero di fondi pubblici messi a disposizione per il disinsabbiamento senza controlli (spesi dal 2012 oltre due milioni di euro stanziati dalla regione Calabria per interventi contingenti al disinsabbiamento buttati al vento). Sul piano più ampio delle politiche di rilancio del settore turismo e nautico, bisogna avere la capacità di “tenere tutto assieme”: gestione dell’emergenza temporanea, predisposizione di interventi strutturali a sostegno del turismo e della nautica da diporto, strategie per il rilancio del porto Laghi di Sibari dopo l’emergenza. Per ottenere questo ambizioso obbiettivo che guarda oltre l’impatto del coronavirus, c’è bisogno di una governance partecipata del settore, una cabina di regia di più forze del settore, che veda giocare un ruolo proattivo tutti gli interlocutori a partire da chi rappresenta il settore turistico e nautico. Ecco perché non speriamo di incorrere a pericolose rivisitazioni di politiche sul territorio dei “due tempi”, ma si proceda con una visione di insieme fin da subito a promuovere azioni che vadano verso la programmazione di progetti futuri da realizzare a breve, medio e lungo termine. Condividere azioni comuni, non significa solo finalizzare azioni estenporanei alla risposta che l’utenza richiede, ed in cui l’emergenza strateggica del settore turismo sta determinando in tutta l’area jonica, ma rivolte alla tenuta futura e complessiva del settore nautico nelle prospettive di rilancio con azioni mirate e programmate e non soluzioni temporanei tampone, per far diventare il porto di Sibari nuovamente un Bancomat pronto cassa.

Ingegnere Francesco GALLO  

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