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Morano: il Comitato per il no all'ecodistretto vuole la cancellazione del Comune dalla graduatoria dei siti idonei ad ospitare rifiuti

Martedì 26 Novembre 2019, il Comitato per il no all'ecodistretto di Morano Calabro aderente al Forum Intercomunale a tutela del territorio, unitamente al Comitato mamme, ha inviato, a firma di alcuni rappresentanti, un elaborato tecnico di contestazione all'analisi di siting per l'allocazione dell'ecodistretto sul proprio territorio. Indirizzandolo al Sindaco di Morano, al Presidente dell’Ato n°1, ai Presidenti del Parco e della Regione Calabria, al Ministero dell’Ambiente. 

Un documento finalizzato alla cancellazione del Comune dalla graduatoria dei siti idonei ad ospitare tale opificio, per palese incompatibilità. Una approfondita analisi che ha ravvisato palesi incongruenze e approssimazioni nello studio redatto dai tecnici incaricati. La più totale assenza di contestualizzazione e studio dell'intorno del sito, unita alla mancata correlazione tra l'opera e la vocazione strategica di un territorio, riconosciuto come centrale nella crescita turistico-ambientale del Parco Nazionale del Pollino.
I comitati hanno voluto sottolineare un approccio analitico carente nei dati significativi e nei necessari approfondimenti, trattati con incomprensibile approssimazione, alla luce della rilevanza dell'opera.
Incongruenze sulla baricentricità del luogo prescelto e le sue funzioni urbanistiche e antropiche; una sottostimata esposizione visuale, per un territorio che è porta d'ingresso ad un Parco, patrimonio dell'UNESCO. Nessuna rilevanza concessa alle ricchezze naturali e alle peculiarità agricole e alimentari. Una grave carenza nelle indagini idrogeologiche e sismiche del territorio.
Un documento, dati alla mano, redatto con sconcertante superficialità e frettolosa approssimazione, tecnica e politica.
Aggettivi che non appartengono ai cittadini di Morano.
Con questa relazione, redatta con un forte impegno partecipativo e grande unità di intenti, si è voluto mettere, nero su bianco, le ragioni del NO a questo tipo di ecodistretto. La comunità aspira, invece, a coltivare le proprie vocazioni e strutturare le proprie potenzialità turistiche e agroalimentari, in quello che dovrà essere il biodistretto del Pollino.
Tutto ciò sarà illustrato alla cittadinanza nel corso di una prossima assemblea.
La problematica è stata politicamente superata ma occorre rimanere sempre vigili sul futuro del proprio territorio. Un dovere civico che è, infine, la fonte dei nostri diritti.

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