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Trebisacce: Consorzio di Bonifica - le maestranze in agitazione, niente servizio irriguo


 Consorzio di Bonifica: sollecitati dalla Federazione Territoriale della FLAI-CGIL di Castrovillari, le maestranze OTI (operai a tempo indeterminato) dipendenti dall’Ente, all’asciutto delle loro spettanze da ben 5 mesi, proclamano lo stato di agitazione mentre la stessa FLAI-CGIL, attraverso una lettera inviata per conoscenza alla Direzione Aziendale del Consorzio stesso, ha chiesto un incontro urgente a S.E. il Prefetto di Cosenza,

 «al fine di ricercare – si legge nella lettera – le soluzioni più immediate, atte a garantire la loro continuità lavorativa e gli emolumenti alle rispettive famiglie dei prestatori d’opera nel più breve tempo possibile». Si tratta degli operai addetti ai servizi di irrigazione che lamentano la mancata erogazione del salario dal mese di maggio 2019 i quali, incrociando le braccia, rischiano di mettere in serie difficoltà gli agricoltori in un periodo peraltro topico della stagione, assestando così un colpo mortale ai raccolti dell’annata in corso. In pratica la Flai-Cgil Territoriale, a nome delle maestranze tutte, chiede «un autorevole intervento al Prefetto, sia per le gravi implicanze sociali della vertenza, sia per la sopravvivenza delle famiglie… e tutto questo al fine di prevenire e scongiurare possibili turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica». Decisa presa di posizione, dunque, della Cgil la quale, pur avendo in un primo momento contestato la minaccia di commissariamento dell’Ente avviato dalla Regione Calabria, non ha esitato come, questa volta come Cgil Regionale a denunciare alla Procura della Repubblica la procedura di “chiamata diretta” utilizzata dall’Ente per il reclutamento di n. 6 unità lavorative con cui attivare un progetto di monitoraggio degli scarichi che finiscono nei canali di scolo dell’Ente e, ancora come Flai-Cgil, non ha mancato, come nel caso in specie, di porsi al fianco delle maestranze dell’Ente per la rivendicazione dei salari arretrati, che la stessa O. S. imputa «alla condizione di assoluto squilibrio finanziario dell’Ente Consortile». Considerata pertanto l’insostenibilità della situazione, la stessa Organizzazione Sindacale, «d’intesa con le suddette maestranze, - si legge ancora nella lettera che preannuncia la sospensione del servizio irriguo - nel confermare l’avvio dello stato di agitazione e nel determinarsi ormai l’impossibilità a svolgere ordinariamente i servizi irrigui e di bonifica, comunicano all’Ente Consortile in indirizzo che, a decorrere dalla giornata di domani, non sarà assicurato alcun servizio irriguo fino a quando non saranno ripristinate le normali condizioni di lavoro con l’erogazione delle mensilità arretrate… ivi compresa – si legge - l’indisponibilità di anticipare qualsivoglia spesa da parte del prestatore d’opera per adempiere alla propria funzione… Per tutte queste ragioni – si legge infine nella lettera indirizzata per conoscenza al Consorzio – a S.E. signor Prefetto si chiede la convocazione urgente delle parti e, qualora l’incontro richiesto non venisse convocato a breve termine, il Sindacato, insieme alla totalità delle maestranze dell’Ente Consortile, si autoconvocheranno dando vita a manifestazioni pubbliche anche simboliche e, nel frattempo, non saranno garantiti tutti i servizi di istituto dell’Ente Irriguo per la campagna agraria in corso».
Pino La Rocca

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