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Regionali, è fondamentale costruire una lista Verde. Forte. Giovane. Inclusiva. Partecipata

L’analisi della composizione e dei posizionamenti delle diverse componenti politiche in Calabria, fa emergere, immediatamente, l’esigenza di una riflessione netta: discontinuità. In via preliminare, pur nell’opportunità di ripudiare tutte le logiche basate sui personalismi e l’individualità, non si può nascondere che il primo passo verso la discontinuità debba necessariamente includere il ricambio della classe dirigente.

 

 

A ben vedere, non è solo una questione generazionale, bensì la marcata necessità di proporre un progetto politico che possa garantire l’ingresso della regione nel presente (parlare di futuro, ad oggi, risulterebbe forse troppo ambizioso).
Questa breve riflessione rappresenta la premessa di metodo con la quale i Verdi calabresi si presentano in vista delle prossime elezioni regionali.
Gli schieramenti di centrosinistra e centrodestra, ad oggi appaiono radicalmente divisi e lacerati. Di certo, le esperienze amministrative passate dell’ente, da parte di entrambe le forze, comportano strascichi importanti anche in vista della prossima scadenza elettorale.
Il nostro partito, da sempre vicino alle forze di centrosinistra, non ha timore di condividere la propria preoccupazione.
Da sinistra, pur ignorando la situazione politica a livello nazionale, le forze appaiono disorientate; emerge l’ambizione di un cambiamento che non riesce a canalizzarsi verso una proposta politica precisa.
In questo panorama composito e scomposto, sentiamo l’esigenza di esprimere posizioni radicali, senza pregiudizi o chiusure al dialogo.
La Calabria deve ripartire da principi precisi: legalità, procedimenti amministrativi trasparenti, cultura ecologista.
In primo luogo occorre riaffermare e pretendere il diritto alla salute dei cittadini calabresi tutti, mortificati da anni di commissariamento della Sanità e dalla cattiva gestione del sistema pubblico, mal supportato dalla sussidiarietà della Sanità Privata, con interscambi di natura quantomeno opaca. Il Decreto Calabria ha di fatto annullato l'autonomia gestionale, senza risolvere i problemi del territorio, anzi aggravandoli.
Altrettanto necessario riteniamo sia il rinnovamento nelle prassi amministrative e nella trasparenza, garantendo accessi agli atti e risposte alle istanze immediati e semplificati.
Parimenti non possono essere ignorati problemi come il dissesto idrogeologico o l’assenza di edilizia antisismica, così come va affrontato il problema della disoccupazione, soprattutto quella giovanile, valorizzando i contributi che possono arrivare dall’economia c.d. green.
Per questo motivo l’ecologia deve trovare affermazione anche in politica e nell’economia, al fine di avviare la conversione ecologica dei modelli produttivi e dare una risposta all’emergenza del cambiamento climatico.
Capitolo a parte poi va dedicato alla salvaguardia del mare e delle coste, che non può essere ricondotta a slogan propagandistici ed a interventi slegati ed episodici, ma che deve diventare la principale leva per lo sviluppo di turismo e politiche attive per il lavoro.
Partendo da queste basi, la Federazione dei Verdi chiama, pertanto, a raccolta tutte le forze ecologiste, anche non politiche, che vogliono contribuire alla redazione di un programma che veda l’ambiente al centro delle soluzioni, pur non come unica soluzione.
Per il nostro partito deve aprirsi e affermarsi la stagione dell’autonomia, che, come precisato sopra, non vuol dire indisponibilità all’ascolto, ma semplicemente volontà di lavorare su una costituente ecologista che possa affermare la propria indipendenza rispetto agli schieramenti politici che vanno a delinearsi.
Ciò non rappresenta una chiusura verso progetti inclusivi che possano vedere coinvolti anche il nostro partito, se tali progetti siano rispondenti a programmi politici che pongano centralità alla questione ecologista.
In ogni caso, è fondamentale costruire una lista verde. Forte. Giovane. Inclusiva. Partecipata.
La proposta politica che sta nascendo, vede già coinvolti i nostri iscritti e le varie sezioni che si diramano sul territorio regionale, ma ha bisogno del contributo di tutti quei cittadini che comprendono l’importanza della tutela politica dell’ambiente e di tutto ciò che ne deriva.
Vivere in un ambiente sano è l’unico percorso politico proponibile. Perché l’ambiente è progresso, turismo, salute, futuro. 

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