Trebisacce: Sanità, per la Fials il personale OSS viene sfruttato


Personale socio-sanitario condannato a vita al precariato? E’ quello che paventa il sindacato Fials a proposito del personale socio-sanitario assunto dall’Asp di Cosenza a tempo indeterminato ma che da anni viene utilizzato par-time in quanto il rapporto di lavoro non è mai diventato “a tempo pieno”.

 Secondo il Segretario Aziendale della Fials Antonio Paolino che torna alla carica attraverso una lettera aperta indirizzata ai vertici dell’Asp, si tratta di «uno status iniquo e mortificante perchè allo stesso personale vengono richieste prestazioni non da semplici ausiliari ma da OSS (operatori socio-sanitari) veri e propri, anche perchè tutti i servizi ausiliari sono stati da tempo esternalizzati. Possiamo quindi dire – commenta Antonio Paolino – che si tratta di personale “sfruttato” in quanto utilizzato come operatori socio-sanitari ma pagati come ausiliari». In realtà la Fials si dice d’accordo con l’assunzione di altro personale OSS dall’esterno con cui integrare gli organici esistenti che sono insufficienti un pò dappertutto, «ma – ammonisce Antonio Paolino - non si deve assolutamente mortificare questo personale di cui gran parte, a fronte di tanti sacrifici sostenuti nel corso degli anni, dal lontano 2002 viene utilizzato par-time e con una retribuzione ridotta». Fatta questa doverosa premessa, la Fials avanza una serie di proposte, a partire da: -una immediata ricognizione del personale Socio-Sanitario di cui ha bisogno l’Azienda Sanitaria per poter garantire i LEA all’utenza; -trasformare con urgenza, previo apposito Concorso, l’orario lavorativo di questi lavoratori precari da part-time a full-time; -redigere un’apposita graduatoria riservata a questi lavoratori a cui attingere per far fronte alle esigenze aziendali, tenendo ben presente – minaccia a questo proposito la Fials – che qualunque altra forma di reclutamento verrà denunciata all’autorità giudiziaria. Come sindacato Fials – conclude il Segretario Aziendale Paolino chiedendo un immediato riscontro in merito e diffidando l’Asp ad evitare lo sperpero di denaro pubblico impegnato per riqualificare questo persdonale – noi ci batteremo per garantire dignità a quanti ormai da anni aspettano il riconoscimento di un diritto oggi riconosciuto anche dall’Art. 60 del CCNL».
Pino La Rocca

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