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Villapiana: porta a porta, per Pino Leone un sistema sbagliato e tutto da rifare

«Igiene urbana: a dispetto dei proclami degli amministratori in carica che a più riprese hanno vantato una raccolta differenziata del 65%, durante la scorsa estate a Villapiana c’è stato un caos terribile, con la gente impegnata nella… caccia al bidone, con una serie di discariche a cielo aperto e con strade e piazze invase dalle buste di rifiuti».

 

 

 

A sostenerlo, nel corso di una conferenza-stampa organizzata per contestare la qualità del servizio di igiene urbana ed i costi esorbitanti dello stesso servizio, è stato Pino Leone (nella foto), amministratore comunale di lungo corso e già Assessore all’Ambiente per oltre 10 anni, con alle spalle dunque una lunga esperienza nel settore dell’igiene urbana e della raccolta differenziata. Leone ha esordito riassumendo i capisaldi del progetto da lui elaborato nel corso della passata consiliatura e lasciato in eredità agli amministratori subentranti, basato sulla istituzione di isole ecologiche dislocate sul territorio comunale e con il sistema del “porta a porta” riservato solo agli esercizi commerciali e, per motivi logistici, solo al centro storico. «Un progetto – ha dichiarato Leone – che ha richiesto ben due anni di lavoro, che non aveva bisogno di tanto personale e che era già cantierabile. Bastava solo fare un piccolo mutuo per l’acquisto del materiale necessario. I nostri successori – ha aggiunto – non l’hanno neanche esaminato e, avendolo definito come una semplice relazione, hanno pensato bene di fare esattamente il contrario, puntando su un “porta a porta spinto” che, oltre a non dimostrarsi adeguato per la tipologia di territorio di Villapiana, costa un sacco di soldi, tanto è vero che la BSV che lo gestisce riceve un fiume di denaro dal Comune e tuttavia la pletora di dipendenti (stabilizzati e precari) non vengono neanche pagati puntualmente». Detto questo, l’ex Assessore all’Ambiente ha sciorinato una serie di atti ufficiali del Comune dove viene riportato il costo esatto del servizio che supererebbe abbondantemente il milione di euro, compreso lo smaltimento che, relativamente alle annualità 2015/’16, risulta addirittura scoperto. «Tanto è vero, – ha commentato Pino Leone – che prima dell’estate la Giunta, nonostante i cittadini abbiano pagato puntualmente i tributi, ha varato un Piano di Ammortamento di un debito con la Regione pari a ben 900mila euro. Come sarà pagato questo debito? Non certo con fondi bilancio perché la normativa lo vieta. E allora come? Perché, nonostante le domande insistenti, il sindaco non risponde?». Proseguendo nella sua disamina della questione Leone, dopo aver preso le difese del personale e dei diritti negati, ha esibito un atto del comune nel quale viene precisata nel 25,6% l’effettiva percentuale di raccolta differenziata, la qual cosa smentirebbe categoricamente i proclami dell’assessore all’Ambiente. «Nessun beneficio, inoltre, - secondo Leone – nonostante le promesse e nonostante le App e i codici a barre riportati sui contenitori, per i cittadini virtuosi, che sono stati presi in giro. E tutto questo, – ha concluso l’ex Assessore all’Ambiente invitando le persone di buona volontà a farsi avanti per creare un’alternativa seria e credibile a questi amministratori – come cittadino, come ex amministratore e come operatore economico non lo posso accettare e farò di tutto perché l’intero sistema, divenuto piano piano… un pozzo senza fondo, venga ripensato e corretto».

Pino La Rocca
 

 

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