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Trebisacce: il Movimento “La Fornace” si defila dalla campagna elettorale

 Il Movimento politico-culturale “La Fornace”, nato alcuni mesi addietro per mano di Gianpoalo Schiumerini esponente politico giovane ma di lungo corso con il proposito di offrire un contributo di idee in vista della imminente competizione amministrativa, infastidito dalla piega che sta assumendo il dibattito politico, si defila e annuncia di voler rimanere al di fuori di una campagna elettorale che, a suo dire, sta prendendo una brutta piega.

 Sollecitato dal cronista a esplicitare le ragioni dell’abbandono della contesa da parte di un Movimento che al suo nascere era stato salutato con attenzione e interesse, lo stesso Schiumerini ha precisato che: «L'inattività del nostro Movimento non è motivata da limiti organizzativi o da eventuali scelte tattiche, ma dalla presa d'atto che, in questa fase pre-elettorale non c'è spazio per la Politica, per quella visione collettiva della politica che da sempre privilegiamo e coltiviamo. L’attuale fase politica, mai come in questo momento, - ha aggiunto Schiumerini da lucido osservatore - è invece caratterizzata dall'individualismo e dall'autoreferenzialità: non si parte mai da un progetto politico ma si parte dalla propria candidatura a sindaco, maturata molto spesso nell'ambito familiare, o quasi, e su quella candidatura si cerca di aggregare singoli e gruppi, andando alla spasmodica ricerca di candidati da inserire nella lista, senza però alcun criterio e senza alcuna affinità politica e culturale». Dicendo questo Schiumerini non si riferisce solo ai tre gruppi che si candidano come alternativa agli attuali inquilini del palazzo, ma anche a questi ultimi: «Dal palazzo – aggiunge infatti - arriva, giustamente e legittimamente, la ricandidatura del sindaco uscente, ma anche lì non c'è gioco di squadra, non c'è il clima politico di 5 anni fa. Ed allora, - conclude deluso Schiumerini - non si può pensare sempre di cambiare le cose che non vogliono cambiare… Mettiamo perciò il stand-by la nostra visione della politica esercitando semplicemente il diritto individuale di andare a votare con la consapevolezza di dover votare per il candidato che ci dispiace di meno».

Pino La Rocca

 

 

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