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Gruppo Consiliare “Per Crosia”: Russo, i soldi dei cittadini sono cosa pubblica o cosa nostra?


CROSIA - Ancora una volta il Sindaco Russo affida alla stampa notizie false e tendenziose sottovalutando la capacità critica dei lettori e prendendo in giro l’intelligenza dei cittadini di Crosia. Chiunque, perdendo qualche minuto a consultare i documenti pubblici che si trovano nell’albo pretorio dei diversi enti interessati, non può non notare la divergenza fra quanto affermato da Russo e la realtà dei fatti.

Partiamo dal presupposto che non ci fa piacere sentire il Sindaco affermare, come ha fatto in consiglio e sulla stampa, che quello riguardante la strada degli Eredi Speranza sia “un contenzioso fra due privati” dato che non riusciamo allora a spiegarci i cinquemila euro già spesi dal Comune (soldi dei cittadini di Crosia) per pagare l’avvocato Spataro di Cosenza e le altre ingenti somme messe a bilancio e legate a questo tentativo di esproprio. Infatti, il Sindaco evita di raccontare ai cittadini che nel consiglio del 30 luglio 2016, proprio quello in cui è stata ufficializzata la formazione del gruppo consiliare “Per Crosia”, è stata approvata la variazione al bilancio e sono stati stanziati per questa vicenda 50mila euro, sempre di soldi pubblici. Alla luce dei fatti invitiamo, pertanto il Sindaco a schiarirsi le idee, dato che non sembra proprio un “contenzioso tra due privati”.

Caro Sindaco, questi soldi sono cosa pubblica o cosa nostra?

Invito inoltre il Sindaco a raccontare la verità anche riguardo al giudizio di merito pendente dinanzi al TAR poiché non ci fa piacere nemmeno constatare come Russo abbia volutamente frainteso un provvedimento che non ha assolutamente dato ragione a nessuno, ma che è tuttora pendente. Alla luce dei fatti, quindi, non riusciamo a capire che senso abbia tentare con un’ordinanza di scavalcare la Giustizia in barba alla tanto decantata legalità cui è stato dedicato persino un assessorato. Inoltre vorremmo ricordare che dieci anni fa, durante il primo mandato, venne concesso il permesso a costruire sulla base di un progetto redatto dell’architetto Domenico Celestino che già prevedeva l’ esproprio del terreno di un terzo che non era parte in causa creando da subito un problema che non poteva che finire in beghe giudiziarie a spese dei contribuenti (le norme, dieci anni fa, erano le stesse che prevedono la costruzione prima delle strade e poi dei palazzi). Chiediamo quindi al sindaco: ci sono altri provvedimenti della vecchia gestione che oggi devono essere saldati dai cittadini di Crosia?

Altro discorso vale per i dirigenti comunali che hanno assecondato questo “capriccio” dell’esecutivo con relazioni orientate invece che a fornire un servizio al cittadino, ad andare incontro al volere politico dell’amministrazione di turno. Ad esempio, non è concepibile motivare la necessità di espropriare una strada adducendo a motivazione il parcheggio non regolamentato dei cittadini che impedirebbe la circolazione nelle strade già esistenti, nello specifico in via Martin Luther King. Anche perché se dovessimo aprire una strada nuova ogni volta che qualcuno parcheggia in maniera scomposta non basterebbe l’intero territorio comunale.

Infine, caro Sindaco, bollare come “basse illazioni” le evidenze documentate presso la sezione fallimentare del Tribunale di Castrovillari che potremmo tranquillamente affiggere come manifesto per le vie cittadine non solo non toglie forza a quanto affermato nell’ultimo comunicato ma evidenzia lo scarso valore delle accuse mosse a mio carico.

Gruppo Consiliare “Per Crosia”

Il Capogruppo Salvatore Filippelli
 

 

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