Rapani (Fdi-An): «Nessun aiuto alle attività produttive, i sindaci tutelino l’area urbana»

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«Non siano complici di dinamiche criminose contro il territorio che rappresentano»
ROSSANO/CORIGLIANO – «C’è da rimanere basiti nell’apprendere che l’assessore allo Sviluppo economico e promozione delle attività produttive, Carmela Barbalace, nel tentare di rilanciare l’economia calabrese col provvedimento adottato dalla giunta Oliverio relativo alle aree di “crisi non complessa”,

 d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico che ha indicato nell’intero territorio calabrese l’area di crisi, abbia “interessato – come scritto testualmente dall’assessore – tutti i 123 comuni calabresi con aree industriali”. Peccato che nello scorrere l’elenco non figurino né Rossano, né Corigliano come se sul nostro territorio non insistessero due zone industriali o come se le due città non fossero in Calabria. Cosa c’è che non va? Perché l’area urbana non rientra nella delibera di giunta, come d’altronde nessun comune della Sibaritide? Perché paradossalmente solo la piana di Sibari è rimasta tagliata fuori dalle agevolazioni fiscali finalizzate al rilancio delle attività produttive da parte della regione Calabria?»

Ernesto Rapani, capogruppo consiliare e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale è un fiume in piena. Non si capacita dei motivi per i quali le due città, ma più ingenerale, tutti i comuni della Sibaritide, non siano stati interessati dai provvedimenti della Regione. La legge 181/89 è l’incentivo per il rilancio delle aree colpite dalla crisi industriale: finanzia iniziative imprenditoriali per rivitalizzare il sistema economico e crea nuova occupazione, anche nel campo della tutela ambientale, del turismo ed i progetti di innovazione organizzativa.

«Il decreto ministeriale del 4 agosto 2016 – spiega Rapani – disciplina le aree industriali di crisi anche sulla base del tasso di occupazione e disoccupazione dal 2008 al 2014, come l’indice di produttività. L’assessore Barbalace è, dunque, a conoscenza che l’Enel è in dismissione con conseguente perdita occupazionale? Che oltre il 30% delle aziende locali nelle aree Asi di Rossano e Corigliano sono chiuse con l’abbandono di capannoni e opifici? Se l’assessore allo Sviluppo economico non fosse poi così informata, è evidente che questo territorio, sempre più abbandonato a sé stesso, manca di rappresentanti politici che sappiano tutelarlo. Un territorio stuprato e scippato in continuazione, avvertito dai potentati politici regionali, con la compartecipazione dei luogotenenti locali, solo come portatore d’acqua, di voti e col cappello in mano. Per tutta questa serie di motivi – conclude il coordinatore regionale di Fdi-An – invito i sindaci di Rossano e Corigliano a fare quadrato a tutela dei diritti di questo territorio dal potenziale economico e sociale invidiabile, ma privo del sostegno e delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo. I sindaci, nella loro vesti di massimi esponenti territoriali, non prestino il fianco e non siano complici di dinamiche criminose proprio contro la terra che rappresentano».

 

 

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