Simet: Viaggi d’istruzione,dalla Capitale alla scoperta del Codex

La Simet nel catalogo campi scuola del comune di Roma. Smurra: promuovere territorio partendo dalle scuole.
ROSSANO – Viaggi d’istruzione, la SIMET Spa nel catalogo CAMPI SCUOLA che il Comune di Roma propone per il triennio 2013 – 2016 alle scolaresche della capitale. Dalla Sibaritide al Pollino, passando dalle eccellenze gastronomiche e dai tesori storico-monumentali. Stanislao SMURRA: promuovere il territorio, iniziamo dai banchi di scuola. 
“Natura, paesaggi montani, canyons ed etnie diverse…eppure siamo in Italia!”. È, questa, la frase che sintetizza l’itinerario presentato dalla SIMET, inserito nel PERCORSO ECOLOGICO NATURALISTICO del catalogo, presentato nei giorni scorsi, a Villa Torlonia,  dall’assessore alla scuola del Comune di Roma Alessandra CATTOI, alla presenza di operatori turistici, dirigenti scolastici e docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della Città. Il progetto è stato curato da Alessandra ZUMPANO, responsabile viaggi dell’agenzia SIMET di Roma che ha seguito l'iter e coordinato lo staff del settore turismo.

Sono due i progetti che porteranno i piccoli turisti romani, per 5 giorni, in Calabria per visitare, partendo dall’Hotel Enotria di Amendolara, dove albergheranno, le Città di Rossano e Corigliano, Sibari, Civita, il Pollino e la Sila.

Abbiamo pensato – dichiara SMURRA – ad un viaggio d’istruzione che mostrasse ai bambini i colori, le suggestioni, la storia ed i sapori della Magna Grecia, gli usi e costumi delle comunità di minoranza linguistiche arbëreshë, la bellezza del Parco della Sila e di quello del Pollino, la bizantina Rossano con i suoi monumenti, il Codex Purpureus e la Liquirizia, il Castello ducale di Corigliano. Natura, arte, cultura e tradizioni sono gli ingredienti che hanno ispirato il pacchetto. L’inserimento della proposta SIMET all’interno del Catalogo rappresenta una ennesima soddisfazione, di cui come azienda andiamo fieri, nella consapevolezza di aver sempre saputo e voluto considerare la promozione dei territori e delle loro identità un obiettivo strategico ed al tempo stesso il metodo di lavoro delle nostre agenzie.

Superare la selezione non è stato facile. Il giudizio e il controllo della commissione si è concentrato sia sulla validità e varietà delle proposte, sia sull'affidabilità dell'azienda. La SIMET è l'unica azienda ad aver presentato un programma molto articolato e "gestito" direttamente. Infatti l'organizzazione tecnica, il mezzo di trasporto, la struttura alberghiera e parte dello staff che seguirà i ragazzi, fanno interamente parte dell'Azienda. La SIMET risulta in progetti di altri enti, riguardanti altre regioni, come vettore per il trasporto. – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying).

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Alto Jonio: il distretto rurale fa un primo bilancio dell’attività

A distanza di circa un anno e mezzo dalla sua nascita il Distretto Rurale dell’Alto Jonio fa il punto della situazione, elegge i propri organismi di rappresentanza, in primis il suo presidente e rilancia la propria azione di sostegno all’agricoltura del comprensorio. A rivestire il ruolo di presidente è stato designato Eduardo Lo Giudice, imprenditore agricolo di Villapiana. Il Distretto Rurale in realtà rappresenta un modello innovativo di organizzazione territoriale che ha il prevalente compito di supportare i processi di crescita e stabilizzazione del tessuto agricolo e socio-economico dell’area di riferimento, attraverso una “libera aggregazione di imprese” le cui iniziative vengono regolate dalla legge regionale n. 21 approvata dalla regione Calabria nel 2004, che prevede due organi importanti: uno di rappresentanza e di responsabilità, il Comitato di Distretto composto da una  partner-ship pubblica e l’altro di azione ed attuazione e precisamente la Società di PMI. Quello sorto nell’Alto Jonio nel mese di luglio presso il castello Federiciano di Roseto conta già 50 imprese a prevalenza agro-alimentare, collocate su tutta l’area di competenza che ne hanno sottoscritto l’atto costitutivo. Prima di avviare tutte le formule di rito il CDA pro-tempore e l’assemblea dei soci hanno ricevuto il saluto della padrona di casa, il sindaco di Canna Giovanna Panarace, la quale ha espresso un plauso per la determinazione con la quale tutte queste imprese del territorio si siano volutamente associate e un augurio affinchè altre imprese ne seguano l’esempio. All’assemblea erano presenti più dei due terzi dei soci sottoscrittori tra i quali Ferdinando Di Leo sindaco di Rocca Imperiale nelle vesti di presidente del Comitato Promotore del Distretto e Alberto Cosentino in qualità di presidente della Società di Distretto. Quest’ultimo  in qualità di presidente uscente ha portato a conoscenza dei soci tutti gli argomenti all’O.d.G., che sono stati ampiamente discussi in seno all’assemblea, tra i quali: la creazione di un apposito sito web per dare visibilità e favorire i contatti con l’apparato e poi l’approvazione del Bilancio 2012-2013, l’illustrazione della Bozza del Piano di Distretto (Masterplan) e l’allargamento dei soci membri del CdA da nove ad undici, per meglio  rappresentare il territorio. L’Assemblea si è conclusa con la votazione all’unanimità di una lista unica che era guidata dal neo-presidente Eduardo Lo Giudice ed era composta dai dieci consiglieri eletti: M. Latricchia, S. Colotta, R.A. Manfredi, F. Ramundo, A.P. Veneziano, M. Cosentino, M. Pizzini, R. Carlomagno, G. Panno e  L. Salvatore. In attesa dell’approvazione definitiva del nuovo Masterplan, che consentirà delle vere e proprie azioni di sviluppo locale sull’Alto Jonio, il team di tecnici ed imprenditori è già pronto ad affrontare le nuove sfide cogliendo tutte le opportunità disponibili per valorizzare il territorio.

     Pino La Rocca




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Trebisacce: Jorio spara a zero sulla sanita’ calabrese

«I medici dell’ospedale di Cosenza hanno ragione da vendere: i motivi per la protesta ci sono tutti… In Calabria si fa di tutto perché non funzioni nulla e l’esempio più palese è rappresentato da un commissariamento della sanità che ha fatto acqua sin dal suo esordio. E così muoiono i presidi ospedalieri, come l’Annunziata, che hanno costituito il vanto della medicina calabrese e muoiono i piccoli ospedali che hanno garantito finora le popolazioni di periferia ed i territori disagiati». A pronunciare questo duro giudizio è il professore Ettore Jorio dall’alto del suo scanno di osservatore attento e autorevole in quanto docente di Diritto Amministrativo e Sanitario presso l’Unical di Cosenza, nonché autore di diverse pubblicazioni, il quale spara a zero contro la classe politica calabrese ed in particolare contro il commissariamento della sanità. «Commissariamento che – afferma il cattedratico - si dimostra feroce con i cittadini più deboli che soccombono quotidianamente…, ingrata con gli operatori sanitari, soprattutto con quelli che spendono il loro sangue nelle corsie e accondiscendente con quelli che non fanno il proprio dovere percependo retribuzioni immeritate, mentre il diritto alla tutela della salute viene sfacciatamente leso, nonostante esso venga sancito dalla Costituzione». Poi, all’interno di una lunga a dettagliata requisitoria il docente dell’Unical parla degli intrallazzi che si perpetuano intorno agli appalti «che – scrive testualmente il docente di Diritto Amministrativo Sanitario alludendo a certa classe politica – spesso fanno la propria e l’altrui fortuna…». «Il tutto, sempre secondo il docente che chiama in causa l’acquiescenza delle forze politiche, si consuma all’interno di «un esercizio commissariale nettamente al di fuori della Costituzione, fatto con decreti che espropriano il Consiglio del suo ruolo legislativo, con quest’ultimo che si limita ad osservare rimanendo impietosamente incapace di reagire, salvo qualche rara eccezione». Così, tra le righe, il docente Unical chiama in causa le forze politiche che hanno ormai abbandonato l’ascia di guerra e che spesso si rifugiano nell’alibi di un commissariamento che avrebbe espropriato il loro diritto alla interlocuzione istituzionale. La gente però, specie quella che abita nelle periferie di un Alto Jonio sempre più abbandonato, non si rassegna e se la prende con i propri referenti politici. Dove sono finite, ci si chiede, le lotte dei sindaci ed i loro frequenti viaggi a Catanzaro? Dove sono finiti i propositi di secessione dell’Alto Jonio dalla Calabria e di annessione alla Basilicata? Nell’Alto Tirreno qualcosa comincia a muoversi e si parla sempre più insistentemente di un iter già avviato da parte di alcuni comuni di abbandonare la matrigna Calabria per approdare in Basilicata. Lì non ci sarà sicuramente l’Eldorado della sanità, perché la crisi morde anche in Basilicata, ma almeno non c’è un commissario tuttofare e calato dall’alto, ma una classe politica liberamente eletta in grado quanto meno di ascoltare le istanze che provengono dai territori. 
     Pino La Rocca

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Trebisacce: prosegue nell’Alto Jonio il deserto sanitario

Sono ormai trascorsi circa due anni dalla data del 31 marzo 2012 che ha sancito la chiusura degli ospedali cosiddetti “minori” di Trebisacce e di Cariati con l’illusoria prospettiva che a breve si sarebbe realizzato il nuovo ospedale della Sibaritide e che, nel frattempo, si sarebbe migliorato il servizio di emergenza-urgenza anche attraverso il potenziamento dell’ospedale spoke di Rossano-Corigliano. In realtà da quelle data, nonostante le promesse e gli impegni solennemente assunti, il Basso e l’Alto Jonio sono rimasti un deserto sanitario lungo oltre 100 chilometri che ha visto crescere a dismisura le criticità sanitarie, che ha fatto lievitare i disagi delle popolazioni alla perenne ricerca di un posto-letto e anche i disagi dei medici, spesso costretti a un duro stress lavorativo, oltre a provocare, cosa molto più grave, alcuni decessi che forse potevano essere evitati. All’epoca, per scongiurare la chiusura degli ospedali a Trebisacce ed a Cariati sono scesi in piazza sindaci, ammalati, associazioni e medici. Per giorni e giorni hanno occupato e bloccato la S.S. 106 a sostegno di un deciso no delle popolazioni locali alla chiusura degli ospedali. Qualche tempo addietro, per la verità sotto elezioni, il Commissario Scopelliti ha aperto qualche spiraglio di riapertura degli ospedali ”di zone disagiate” di Trebisacce e Paria a Mare che qualcuno ha definito una marcia-indietro e l’ammissione di un errore rivelatosi fatale. Lo stesso Scopelliti, chiedendo al Ministero di riaprire due di quei tre ospedali, ha tenuto a precisare che in realtà non si tratta di una «retromarcia», semmai è lui che ha chiesto a Roma di riaprire due ospedali che altri invece avevano chiuso. Nel frattempo però in tutto l’Alto ed il Basso Jonio la migrazione sanitaria è aumentata in modo esponenziale, con dati che risultano in controtendenza anche rispetto a una migrazione sanitaria che a livello regionale risulta inferiore del 3% nelle stesso periodo. Al di là della retromarcia o meno, lo stesso Scopelliti ha avuto il coraggio di fare autocritica perché, in qualità di commissario, aveva ed ha tuttora, il coltello dalla parte del manico per porre rimedio ad un errore strategico, anche se sulla via della riapertura resta un atroce dubbio: il tavolo di verifica nazionale (Massicci) consentirà la riapertura di ospedali che sono stati chiusi? Che impatto essa avrà sui conti? Per il momento resta solo l’impegno assunto da Scopelliti anche in consiglio regionale che saranno riaperti questi due ospedali e saranno attivati ben 392 posti-letto per acuti. Di tutto questo però nelle 280 pagine del Piano Triennale trasmesso al Tavolo Massici c’è poco o niente e nel frattempo la mezza provincia di Cosenza che va da Praia a Mare a Trebisacce ed a Cariati è sprovvista di qualsivoglia presidio ospedaliero.
     Pino La Rocca

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Campana: Agevolare accesso alla Sanità

Apre sportello centro unico prenotazione (Cup), Manfredi: contributo a riduzione tempi attesa.
Agevolare l’accesso alla Sanità. Offrire servizi sempre più efficaci ed efficienti per i cittadini. Evitare disagi, ridurre i viaggi. In particolar modo alle categorie più deboli. Rientra in quest’ottica anche l’attivazione, presso la Casa Comunale, del Centro Unico di Prenotazione (CUP), per il cui risultato l'Esecutivo si è speso sin da subito. A darne notizia è il Sindaco Pasquale MANFREDI che coglie l'occasione per ribadire l'attenzione costante della squadra amministrativa sulle tematiche ed emergenze sociali, così come è purtroppo diventato anche il diritto alla salute nel nostro territorio.
Sarà questo – dice il Primo Cittadino – un servizio importante ed un contributo alla riduzione, quanto meno di alcuni tempi di attesa nell'anormale fruizione locale della depauperata sanità regionale.
Questo sportello renderà più facile agli utenti le prenotazioni di tutte le prestazioni specialistiche ed ambulatoriali dell’azienda sanitaria.

Il servizio, a completa disposizione dei cittadini, è fruibile allo sportello predisposto presso la Casa Comunale da LUNEDÌ a VENERDÌ dalle ore 9 alle 12. -(Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying).

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