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Trebisacce: 106, è polemica dopo la decisione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

 La nuova S.S. 106 continua, nel bene e nel male, a far parlare di sè: la Cgil-Fillea stigmatizza i ritardi nell’avvio dei lavori e minaccia azioni di lotta, mentre il Comitato dei cittadini dell’Alto Jonio plaude al cambiamento del progetto disposto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e contesta le dichiarazioni del presidente Oliverio.

«Sulla S.S.106 – scrivono Angelo Sposato e Antonio Di Franco della Fillea-Cgil - il Governo, nella persona del suo Premier Renzi non ha mantenuto le promesse fatte pochi mesi fa a Mormanno che a luglio ci sarebbe stato lo sblocco delle procedure per l’avvio dei lavori. Oggi invece emerge un quadro di incertezza dei tempi sia sulla progettazione definitiva che sulla cantierizzazione. La Calabria – aggiungono Sposato e Di Franco - continuerà ad essere isolata a tempo indeterminato e così non va bene. Nei prossimi giorni proporremo una iniziativa unitaria per una mobilitazione del territorio ». Il Comitato dei Cittadini dell’Alto Jonio, per mano del loro portavoce Rinaldo Chidichimo riscontrano invece che finalmente «è stata fatta chiarezza sul progetto definitivo del Megalotto 3». Altro che complotti e poteri politici e lobbistici, secondo l’avv. Chidichimo «il Consiglio Superiore dei LL.PP. in quanto organismo prettamente tecnico e competente in materia di ingegneria, sicurezza e compatibilità economica ha riscontrato una serie di problemi e l’inottemperanza persino alle proprie raccomandazioni che accompagnavano l’approvazione del progetto preliminare, poi stravolto nel definitivo». Secondo Chidichimo desta molta preoccupazione la reazione del Presidente Oliverio che si è impegnato a coinvolgere i sindaci per proporre al Ministro di andare avanti senza condizioni. «Senza condizioni? – si chiede il portavoce del Comitato - la Regione Calabria considera forse pretestuoso e inutile il parere del Consiglio Superiore dopo i crolli dei viadotti sulla A3 e in Sicilia, dopo gli arresti in Anas, dopo le dimissioni di Lupi, dopo l’abrogazione del codice-appalti, dopo la nuova impostazione del presidente Armani e dopo le dichiarazioni dell’Autorità Cantone sul sistema corruttivo nelle opere pubbliche? Di fronte a ragioni tecniche e di sicurezza, - si chiede Chidichimo ricordando le tante incompiute calabresi - vale ancora la pena, pur di cominciare i lavori, ad insistere su un progetto sbagliato? Ora è il tempo – conclude l’avv. Chidichimo - di rimboccarsi le maniche, con responsabilità, senza demagogia e smettendo di ingannare la popolazione e illudere i sindacati, per cambiare quel progetto e arrivare velocemente alla nuova strada. Necessaria sì, ma solo se fatta bene».
Pino La Rocca
 

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