La Conf.I.A.L. contesta l’Ape

Propone anche che il patrimonio immobiliare dell’Inps, pari ad oltre 3,2 miliardi di euro sia posto a garanzia delle anticipazioni bancarie per l’uscita anticipata dal lavoro dei futuri pensionati
Sull’anticipo pensionistico ipotizzato dal governo, per l’uscita anticipata dal lavoro attraverso un prestito da parte delle banche, che erogherebbero al lavoratore richiedente l'importo finanziario della pensione netta per gli anni che mancano per raggiungere il limite previsto dalla legge “Fornero”, con una conseguente trattenuta sul trattamento previdenziale per 20 anni, prende posizione la CONF.I.A.L. nazionale,

con il suo Coordinatore generale Benedetto Di Iacovo, che contesta “l’ansia di Cgil, Cisl, Uil di ritornare a sedersi a Palazzo Chigi ‘a prescindere’, come avrebbe detto Totò”. Il leader sindacale contesta quella che definisce “la collateralizzazione delle pensioni, da trasformare in derivati finanziari del governo” e lancia la proposta della CONF.I.A.L., elaborata unitamente al prof. Maurizio Ballistreri, giuslavorista dell’Università di Messina, responsabile dell’ufficio studi del sindacato. La proposta prevede che il governo anziché il cosiddetto mutuo a carico del lavoratore, ponga a garanzia del debito per anticipare l’uscita dal lavoro il notevole patrimonio immobiliare dell’Inps e dell’ex Inpadp e dell’Inail, spesso abbandonato o mal gestito, la cui gestione remunererebbe l’attività creditizia svolta dalle banche, con tassi nel limite di quelli del Quantitative Easing.
Lo studio prodotto dalla CONF.I.A.L., segnala che detto patrimonio ammonta a circa 3,2 mliliardi di Euro ed è composto da oltre 700 sedi con quasi 26.000 unità immobiliari con una gestione che, nel solo periodo 2008/2013, ha fatto registrare una perdita di oltre 650 milioni di Euro. Inoltre -conclude- la CONF.I.A.L. lo Stato paghi all’Ente previdenziale i contributi dei dipendenti pubblici e separi l’assistenza -ponendola a carico della fiscalità generale- dalla previdenza. Così il sistema resterà in equilibrio. Ogni altra ipotesi è velleitaria ed agisce come una azione criminale contro chi dopo avere lavorato per anni dovrà contrarre un debito con le banche per avere la sua pensione. Lo studio prodotto dalla CONF.I.A.L. sull’argomento sarà presentato con una conferenza stampa a Roma nei primi di luglio.

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