Trebisacce: accolta famiglia siriana

Accolta per essere integrata nel tessuto umano e sociale una famiglia di rifugiati politici proveniente dalla Siria composta da genitori giovani e acculturati e da quattro figli in tenera età. Prosegue così, nello spirito cristiano dell’accoglienza e dell’inclusione sociale, l’opera di solidarietà umana del comune di Trebisacce che già da alcuni anni partecipa alla gara di solidarietà nei confronti dei profughi e dei richiedenti asilo che, spinti dalla speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli, fuggono dalla guerra e dalla fame in cui versano gli Stati di appartenenza.

La cittadina jonica, come è noto, oltre ad aver accolto e integrato nel tessuto sociale un gran numero di extracomunitari, partecipa concretamente all’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo tanto che, insieme ad altri comuni dell’Alto Jonio come Cerchiara, Plataci ed ora anche Amendolara che ha fatto domanda ed è in lista di attesa, già da qualche anno è sede di uno SPRAR gestito dall’associazione culturale multietnica “La Kasbah” di Cosenza. «Tutti i sei componenti del nucleo familiare, - ha scritto il sindaco della città Franco Mundo - accolti dagli operatori dei Servizi Sociali con grande garbo e gentilezza, riceveranno assistenza e istruzione alla pari degli altri ospiti dello Sprar di Trebisacce e si cercherà di integrarli gradatamente nella nostra comunità. E’ così che Trebisacce, avendo fin dal primo dopoguerra contribuito direttamente ad incrementare la schiera degli emigranti verso il Nord Italia, l’Europa e le Americhe, conferma le sue spiccate qualità all’accoglienza e all’inclusione sociale. Nell’esprimere apprezzamento verso gli operatori dello SPRAR per il lavoro svolto e la capacità di fornire assistenza a coloro che vengono da mondi e realtà diverse e lontane, - ha concluso il sindaco Mundo – confermo la volontà del comune di Trebisacce di proseguire in questa opera meritoria che del resto viene incoraggiata dalla vocazione della città all’accoglienza di persone diverse per cultura, razza e religione». 
Pino La Rocca

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