Cure verdi, verso una proposta di legge

Esperti e associazioni riuniti a Saracena. Fissare principi e modalità riconoscimento pratiche
SARACENA – Agricoltura sociale. Attuare strumenti di intervento e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento socio-lavorativo. Facilitare l’accesso adeguato ed uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali, su tutto il territorio nazionale e in particolare nelle zone rurali o svantaggiate.

 
Sono, questi, gli obiettivi emersi a Saracena nell’incontro CURE VERDI: I SEGRETI DI GUARIGIONE DELLA NATURA promosso dall’Associazione Nazionale Produttori Agricoli (ANPA) di Cosenza, dalla Confederazione italiana della Piccola e Media Industria Privata (CONFAPI) Calabria e dal Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Cosenza.
 
La Confapi in sinergia con gli Agrotecnici e la Fondazione Paolo di Tarso intende elaborare una proposta di legge a livello regionale che disciplini le cosiddette cure verdi.
 
All’iniziativa ospitata nella Sala Consiliare del Paese del Moscato Passito, lo scorso sabato 19, hanno partecipato Rocco ARCARO Presidente della Filiera Agricoltura di Confapi, il Sindaco Mario Albino GAGLIARDI, il Presidente del Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati della provincia di Cosenza Raffaella ABATE, il Presidente della Confederazione italiana della Piccola e Media Industria Privata (CONFAPI) Calabria Francesco NAPOLI, il Vicepresidente della Commissione per la vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti Senatore Paolo NACCARATO, il direttore di un laboratorio di Analisi e titolare dello studio Agronomico Green Dragon Daniele BARLETTA, la direttrice del centro di riabilitazione per disabili VILLA MIMOSA Candida TUCCI, l’esperto in nutrizione Gennaro RUSSO e Fabio GALLO della fondazione culturale PAOLO DI TARSO.
 
La nostra proposta di legge – ha spiegato ARCARO – si propone di offrire un quadro regolamentare di base unificante ma non omologante. Vogliamo promuovere una legge quadro che fissi i principi e le modalità di riconoscimento-accreditamento delle pratiche  di cure verdi, evitando di rinchiudere le diverse forme di espressione dell’agricoltura sociale in norme statiche e rigide, rispettando – conclude – le diversità delle forme e modalità espressione dello  stretto rapporto con i fabbisogni sociali del territorio e delle risorse e  vocazioni agricole disponibili a livello locale.
 
Il Dottor Daniele BARLETTA ha illustrato il progetto IL VELO DI ISIDE, che permette di  spostare l’attenzione dalla malattia al malato e dal malato alla persona nella sua composita interezza “bio-psichico-storica”. Questo nuovo approccio terapeutico viene applicato presso il centro il centro diurno di Villa Mimosa guidato dalla Dottoressa Candida TUCCI.- (Fonte MONTESANTO Sas Comunicazione & Lobbying).
 

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