Cariati: una infrazione, due multe

CARIATI – A Cariati succede di essere sanzionati per la stessa infrazione, occorsa lo stesso anno, lo stesso mese, lo stesso giorno, la stessa ora, con la stessa automobile, nello stesso posto anche se per il codice della strada queste contravvenzioni “rientrano nel campo di applicabilità di una norma derivata dal codice penale che le riunisce sotto un'unica condotta errata”.


Nella calda notte estiva del 5 agosto 2015, all’una e due minuti, L. A. entra in Piazza Marconi, nel Centro storico, ove è in vigore la zona a traffico limitato.
L’automobilista non s’avvede della segnalazione (anche perché l’avviso, a quell’ora, proprio non si legge), fa qualche metro ma viene bloccato da un pedone che gli consiglia di tornare indietro: “C’è la Ztl e la telecamera. Torni indietro”.
L. A. non ci pensa due volte; ingrana la retromarcia ed esce dall’area off limits.
Eppure succede quello che non t’aspetti.
La telecamera scatta e registra tutto al primo, incauto ingresso (e sta bene), ma si ripete, implacabile, nel medesimo arco temporale (una manciata di secondi) e si riattiva durante la manovra di uscita dalla Ztl.
Ed ecco confezionate due belle multe fotocopia da 78 euro e 92 centesimi, fra l’altro successivamente accertate, con due ruoli diversi (verbali n. V/2880Z/2015 prot. 977/2015 e V/2863/Z/2015 prot. 960/2015) dallo stesso agente, lo stesso giorno (25 settembre), alla stessa ora (17 e 27).
Ora, se ha “sbagliato” la fredda macchina (telecamera), è mai possibile che l’agente accertatore, in fase di redazione del verbale, non si sia accorto dell’anomalia?
“Io – dice L. A. - sono disposto a pagare l’infrazione (anche perché, oltre al danno la beffa, ricorrere al Giudice di pace significa sborsare un bel po’ di quattrini) ma solo una volta, perché ho sbagliato una volta soltanto, e senza accorgermene, tanto è vero che, una volta resomi conto, ho immediatamente invertito la marcia. A Cariati non vogliamo farci mancare niente e primeggiamo anche nel ridicolo con tutta questo slancio civico di voler regolamentare il traffico. In realtà è un furore ben mirato se è vero che la gestione degli impianti di videocontrollo, compreso il nuovissimo tutor sulla 106, è riconducibile ad una precisa cerchia di sospette parentele”.

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