Corigliano | Piano triennale “opere”, il cimitero è fuori


Oggi all’attenzione del Consiglio comunale la delibera di Giunta a dispetto dell’emergenza

Il cimitero di Corigliano Calabro è da mesi al centro delle cronache. Da ultimo, la non disponibilità di pochi spiccioli d’euro da parte del Comune per l’acquisto di calce e mattoni al fine di tumulare le bare dei concittadini trapassati. “Spiccioli” che però non sembrano affatto mancare quando l’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Geraci decide, per esempio,

di riparare per un importo di circa tremila euro un antiquato cineproiettore oppure quando si devono organizzare laute cene presso il monumentale Castello ducale in occasione del “Premio Ausonia Teatro 2015”, con un impegno di spesa di tremila euro (Delibera di Giunta comunale n. 162 del 3 settembre scorso).
Già, proprio mentre il camposanto cittadino necessiterebbe d’un progetto serio, che preveda la costruzione di centinaia e centinaia di loculi, atteso - purtroppo - il fabbisogno d’una città di ben quarantamila abitanti che non può non tenere in debito conto una stima non inferiore a circa trecento decessi annui.
Al contrario, non solo l’amministrazione si limita a costruire qualche decina di loculi soltanto quando i feretri “parcheggiati” negli ormai famigerati magazzini cimiteriali (foto) raggiungono numeri esorbitanti, ma, al contempo, dimostra di non avere neppure la più pallida idea di come risolvere il problema della carenza di loculi, poiché è evidente la totale assenza di qualsivoglia programmazione. Con la Delibera di Giunta comunale n. 193 del 21 ottobre scorso, infatti, è stato approvato il “Programma triennale delle opere pubbliche 2016/2018”, che proprio oggi pomeriggio sarà sottoposto all’attenzione ed alla ratifica da parte del Consiglio comunale. Già. Che però nulla dice e nulla prevede su ciò che l’amministrazione comunale intenda fare per risolvere il problema della carenza di loculi non soltanto per l’anno in corso quanto per i prossimi tre anni.
Il sindaco Geraci e i suoi dove prevedono di tumulare i circa trecento trapassandi l’anno? Oppure ha già avviato quel processo di privatizzazione della gestione del camposanto che si paventa e in modo piuttosto confuso in taluni ambienti vicini alla stessa amministrazione?

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