Sibari | Parco archeologico “minacciato” dal Crati: i lavori riprendono


S’è finalmente risolta, ad opera dell’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, la grana scoppiata a seguito dell’interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Messina nei riguardi dell’impresa “Ca.Ti.Fra.” di Barcellona Pozzo di Gotto, affidataria dei lavori di messa in sicurezza degli argini del fiume Crati a seguito della micidiale esondazione del 18 gennaio 2013 che travolse e sommerse, con centinaia di tonnellate di fango e detriti, il Parco archeologico nazionale di Sibari (foto).


A causa dell’interdittiva, infatti, i lavori in corso s’erano dovuti arrestare lo scorso 30 luglio su disposizione dello stesso prefetto messinese, il quale aveva immediatamente trasferito la “patata bollente” relativa alla modalità di ripresa dei lavori in cantiere proprio sulla già bollente scrivania di Cantone. Il presidente dell’Anticorruzione ha di fatto commissariato l’iter che dovrà portare al compimento delle opere di messa in sicurezza degli argini del Crati, che peraltro sono già in dirittura d’arrivo. E all’uopo ha nominato due commissari. Si tratta di due docenti dell’Università di Messina, ai quali adesso è affidata la gestione straordinaria dell’impresa interdetta in relazione all’importante cantiere di lavori sibarita.
Se i titolari dell’impresa appaltatrice sono sospettati di pericolose collusioni con la mafia, non è mancato, dunque, l’impegno da parte delle istituzioni preposte di correre subito ai ripari al fine d’evitare il rischio di nuove esondazioni considerato che l’autunno è già cominciato e con esso la stagione delle piogge. Con la Prefettura messinese che ha consultato l’Autorità nazionale anticorruzione e i lavori che - proprio sotto le direttive dei due competenti commissari nominati - possono finalmente ripartire. Dovrebbero concludersi, secondo le previsioni nel giro di boa di due mesi appena. Per concludere quelle opere e quegl’interventi assolutamente necessari ad evitare nuove eventuali e letali inondazioni dell’importantissimo sito archeologico, quello di gran lunga più importante dell’intera Magna Grecia.

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