Dopo l’alluvione | Corigliano, qui le “piaghe” sono più larghe...

Written by Fabio Buonofiglio on . Pubblicato in Attualità


Le amministrazioni dei tre comuni colpiti sono determinate a pretendere il massimo dal Governo centrale

Devono cicatrizzare e bene le ferite di Rossano, Corigliano Calabro e Mirto-Crosia, dopo la drammatica alluvione d’una settimana fa. Le istituzioni locali, ancora e tuttora impegnate sul fronte della messa in sicurezza delle tante zone colpite, invocano un piano post-emergenza che garantisca fondi, risorse e una macchina operativa efficiente necessari a ricostruire i territori colpiti dall’alluvione e a risarcire i cittadini degl’ingenti danni subiti.


Dopo la fase acuta dei giorni scorsi, i tre Comuni non possono essere lasciati soli. Si rende perciò necessaria, ancora, la massima operatività da parte del Governo centrale, della Regione e degli altri enti preposti, per continuare a spalare il fango e a rimettere in sicurezza i luoghi. Ed è necessario porre le basi per un ripristino in sicurezza del territorio che sia compatibile con l’ambiente.
Concetti che hanno ribadito, ieri, il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, il consigliere regionale Giuseppe Graziano, e il vicesindaco di Corigliano Calabro, Francesco Paolo Oranges, nel corso della partecipazione ad un incontro coi giornalisti. Nei prossimi giorni s’avrà un quadro pressoché esatto sulla situazione dei danni subiti dal territorio e sarà presentato un rendiconto al Governo, con la pretesa che venga ratificato per intero.
«Non accetteremo che vengano attribuite cifre forfettarie che servirebbero a realizzare opere tampone ma non a risolvere i tanti e gravi problemi pre e post nubifragio, stesso ragionamento dovrà valere per il risarcimento dei cittadini che hanno subito danni», hanno detto.
Istituzioni locali, organizzazioni sociali del territorio e soprattutto la Chiesa sono impegnate sui diversi fronti aperti dall’emergenza. Importante quello della solidarietà umana verso i cittadini colpiti materialmente ed ancora stravolti psicologicamente. La Chiesa, attraverso la Caritas delll’Arcidiocesi Rossano-Cariati, il movimento degli Scout, l’Azione cattolica e le varie comunità parrocchiali delle tre realtà urbane, sta facendo visita a tutte le famiglie colpite non solo per distribuire beni di prima necessità e buoni spesa ma anche per “ascoltare”.
E a percorrere con occhi attenti tanto le strade principali quanto quelle secondarie di Rossano, Mirto-Crosia e Corigliano Calabro, ci si accorge di come le piaghe maggiori della drammatica alluvione di mercoledì 12 agosto scorso le abbia riportate Corigliano. Già, perchè se a Rossano e Mirto-Crosia i danni gravi sono “localizzati”, a Corigliano sono estesi a macchia d’olio in lungo e in largo sul suo vasto territorio, dalle zone alte al mare, passando in modo consistente per la popolosa frazione dello Scalo, “vittima” negli ultimi vent’anni d’una urbanizzazione intensissima e spessissimo scellerata a giudicare dai danni, tanto a quelli privati quanto più a quelli pubblici.
Il Comune - notoriamente sottodimensionato di risorse umane e soprattutto povero di risorse finanziarie - ha messo in atto gl’interventi di messa in sicurezza più urgenti e tamponato le situazioni più palesemente critiche. Ma il risultato appare del tutto insufficiente.
Il ponte sul torrente Gennarito, che col suo parziale cedimento ha spezzato in due il lungomare che scorre tra la frazione di Schiavonea e la contrada Fabrizio, è stato oggetto di lavori di ripristino, già conclusi, e nelle prossime ore potrebbe essere riaperto al traffico veicolare.
Vari cedimenti di muri di contenimento preoccupano ancora e tuttora gruppi di residenti di Contrada Cozzo Giardino e Via Lucarini, tra la frazione Scalo ed il centro storico cittadino. Nel “cuore” dello Scalo hanno spalato fango per giorni con l’aiuto di numerosi volontari i residenti di Via Lucania e Via Calabria. E solo ieri - lamentano - v’ha fatto capolino un mezzo cassonato per la raccolta degli enormi quanto fetidi cumuli di rifiuti solidi urbani che v’insistevano ancor prima dell’alluvione e che questa ha trascinato restituendo all’intera zona circostante quell’insalubre fetore. Il sindaco Giuseppe Geraci e la sua amministrazione sono oggetto d’attestazioni affatto benevoli da parte di numerosi cittadini. Il primo cittadino coriglianese trova un suo strenuo difensore nel consigliere comunale Cataldo Russo, capogruppo dell’Unione di centro: «Io sono convinto - dichiara lo stesso Russo - che il sindaco Geraci in queste ore stia facendo tutto ciò che è di sua competenza per fronteggiare l'emergenza, e soprattutto stia già predisponendo progetti di più lungo respiro per la difesa del nostro territorio, con la riservatezza che lo ha sempre contraddistinto, senza badare a critiche strumentali o di parte e, soprattutto, senza fare populismo». Opinioni. Che possono essere diverse e che vanno rispettate. Ad ogni modo ai danni subiti da Corigliano e dai coriglianesi bisogna dare riparo “certo”.

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