Plataci: Forestali, 71 operai a rischio povertà

 Originariamente erano 100. Poi, col passare degli anni ed il fisiologico raggiungimento della pensione, il loro numero si è ridotto gradualmente, ma anche oggi sono ben 71. Parliamo degli operai idraulico-forestali che da sempre, impegnati su progetti mirati alla tutela, alla salvaguardia e al consolidamento del territorio, lavorano alle dipendenze del Comune. 

In rapporto alla popolazione locale, anch’essa ridottasi col passare degli anni, si è trattato di una piccola Fiat, in grado di offrire lavoro e di assicurare un salario dignitoso agli operai e alle loro famiglie. Una piccola industria locale che ha contribuito negli anni a contenere quella migrazione lavorativa verso il Nord e verso la Germania e la Svizzera a cui comunque Plataci ha dato un forte contributo. Non è stato facile, comunque, per le amministrazioni comunali che si sono succedute, ottenere il finanziamento dei progetti e, stante la permanente emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica, lo è ancora di più oggi per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Tursi che nei giorni scorsi, attraverso una Delibera di Giunta, ha bussato alla porta della Regione Calabria. «La Regione – ha scritto il vice-sindaco Domenico Brunetti che a cavallo degli anni ’90, da sindaco, è stato tra i promotori dei progetti idraulico-forestali – deve intervenire a sostegno del futuro lavorativo dei nostri 71 operai affinché venga salvaguardata non solo la tranquillità economica di decine di famiglie, ma venga garantita anche la tenuta ambientale del territorio e la tutela del ricco patrimonio boschivo che si estende sul territorio comunale per ben 17 chilometri quadrati». Attraverso l’atto deliberativo l’esecutivo comunale ha perciò chiesto i fondi necessari a coprire le perdite salariali per l’anno 2020 e quelle previdenziali del 2019, oltre a garantire, in futuro, lo svolgimento delle canoniche 51 giornate lavorative. «Abbiamo la necessità – ha scritto Brunetti - di recuperare tutti i mancati lavori di manutenzione boschiva annullati nel corso del 2020 a causa della mancanza dei finanziamenti, come le cure ambientali e gli interventi di messa in sicurezza sul territorio. Lavori, questi, che sono stati eseguiti solo in parte con i residui fondi comunali che – ha aggiunto Mimmo Brunetti - hanno potuto garantire solo 7 giornate lavorative e fronte delle oltre 51 giornate, storicizzate ormai da oltre 24 anni. «La stabilità lavorativa di questi 71 padri di famiglia – ha concluso il vice-sindaco Domenico Brunetti - rappresenta un argine all’annoso fenomeno dello spopolamento dei comuni montani come Plataci, ubicati nelle aree interne e distanti diversi decine di chilometri dai centri economicamente sviluppati». Tra le soluzioni proposte dalla Giunta comunale guidata dal sindaco Francesco Tursi, è stato suggerito l’inserimento dei suddetti lavoratori nell’Afor (ora Calabria Verde), come avvenuto nel 2006 per molte tipologie di maestranze.
Pino La Rocca
 

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