Consorzio di Bonifica: operai in rivolta, giovedì giornata cruciale

TREBISACCE - Consorzio di Bonifica: continua e si inasprisce la vertenza che vede contrapposti da una parte i vertici dell’Ente Consortile e dall’altra i lavoratori idraulico-forestali che, oltre a non percepire il salario mensile e la tredicesima dal mese di settembre, vedono nero sul destino dell’Ente e, di conseguenza, sul loro futuro lavorativo. 

Dopo la protesta e il sit-in organizzato nei giorni scorsi davanti alla sede dell’Ente a Trebisacce da cui non sono scaturite risposte esaurienti da parte del Presidente Blaiotta, i lavoratori, d’intesa con le OO.SS. Flai-Cgil, Fai-Cisl e Filbi-Uil di Castrovillari e di Cosenza, mortificati e stanchi per gli impegni assunti e puntualmente disattesi, hanno deciso di inasprire la lotta e, per giovedì prossimo 14 gennaio, hanno deciso di organizzare, nel rigoroso rispetto della normativa anti-Covid, (saranno presenti non più di 50 persone) una grande manifestazione sindacale con presidio statico scegliendo come luogo-simbolo di caratura mondiale lo spazio adiacente alla S.S. 106 che sorge davanti al sito degli Scavi di Sibari. Scavi di Sibari che, come è noto, le maestranze del Consorzio hanno provveduto a liberare dall’acqua e dal fango in occasione dell’alluvione avvenuta qualche anno addietro e causata dallo straripamento del fiume Crati. Al fine di dare la maggiore visibilità possibile e di scongiurare allo stesso tempo problemi di ordine pubblico, le suddette OO.SS. hanno informato tutte le autorità istituzionali, da S.E. il Prefetto al Commissariato di Polizia, dalla dirigenza dell’Ente Consortile all’Assessore Regionale all’Agricoltura Gallo, dai sindaci di Cassano Papasso, Stasi di Corigliano Rossano e Mundo di Trebisacce ai presidenti dell’Urbi e dell’Ambi e tutte le Confederazioni Agricole interessate al destino dell’Ente Consortile di Trebisacce. «La protesta del Sindacato e dei lavoratori del Consorzio, - si legge testualmente nella comunicazione sindacale - scaturisce dalle risultanze di mesi di protesta e dall’epilogo della riunione tra le RSA e le OO.SS. nella quale è emersa chiaramente la gestione fallimentare dell’Ente e la precarietà finanziaria che, a causa della cattiva gestione amministrativa, non riesce a garantire ai propri prestatori d’opera nè i salari pregressi, nè quelli futuri, nè tantomeno il TFR ed i prestiti non pagati ed i mancati contributi, la qual cosa aggrava ancora di più le condizioni dei lavoratori». Alla luce dei fatti e delle difficili condizioni finanziarie venutesi a creare anche a causa di scelte politiche poco condivisibili da parte della dirigenza dell’Ente, le suddette OO.SS. che operano in stretto contatto con le rappresentanze sindacali di categoria hanno perciò poca fiducia nel futuro dell’Ente e auspicano un deciso cambio di rotta. «La manifestazione sindacale – incalzano infatti la Flai-Cgil, la Fai Cisl e la Filbi-Uil – è perciò indirizzata contro il Consorzio di Bonifica che non ha saputo garantire il salario e la dignità ai lavoratori e alle loro famiglie rischiando così di affossare l’intero comparto agricolo perché i lavoratori, nonostante la buona volontà, non sono più nelle condizioni di sostenere le spese per garantire i servizi agli agricoltori. «Si spiega così – incalzano ancora le OO.SS. chiedendo a S.E. il Prefetto un autorevole intervento e di non sottovalutare il rischio delle possibili implicazioni sociali derivanti dal legittimo malcontento dei lavoratori - la mobilitazione di massa delle maestranze in programma appunto il 14 gennaio a partire dalle ore 8.00, fermo restando che, - concluso le OO.SS. di categoria - qualora l’annunciata manifestazione sindacale non dovesse sortire gli esiti attesi ed auspicati dai manifestanti, il Sindacato, insieme alla totalità dei lavoratori e alle loro famiglie, non scioglieranno il presidio statico che diverrà permanente, ovvero fino a quando non ci saranno riscontri concreti e tangibili che dovranno essere invece assolutamente immediati e improcrastinabili».
Pino La Rocca
 

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