Gli Ospedali Chidichimo e Cosentino inadatti al Covid

ALTO JONIO - Altro che “Covid-Hospital: gli ex Ospedali di Trebisacce e di Cariati, vista la condizione in cui sono stati ridotti a seguito di una sistematica spoliazione di uomini e di mezzi condotta in una indifferenza generalizzata, non solo non sono in grado di accogliere pazienti-Covid, ma non possono accogliere e curare neanche un semplice raffreddore. 

Comprensibile e legittima, quindi, la preoccupazione di alcune forze politiche di Minoranza della “città unita”, per i rischi che corrono gli utenti che si rivolgono all’Ospedale-Covid di Rossano per altri bisogni sanitari e che, per il caos, per la confusione e per motivi logistici rischiano di infettarsi, ma agli ex Ospedali di Trebisacce e di Cariati, chiusi ormai da 10 anni e mai riaperti nonostante le Sentenze e dei Giudici ed i ripensamenti tardivi di chi se n’è reso responsabile, bisognava pensarci prima ed evitare, prima di farli chiudere e subito dopo di spogliarli di medici, di infermieri e di attrezzature, di trasformarli in enormi scatoloni vuoti e di sfidare la rabbia delle popolazioni locali costrette a spostarsi altrove non solo per curarsi, ma anche per semplici bisogni afferenti la sfera diagnostica. Come si fa - ci si chiede – a pensare di farne due Ospedali-Covid se a Trebisacce le Sale Operatorie demolite per rifarle sono ancora piene di macerie e per ripristinarle ci vogliono almeno due anni, se per curare i pazienti Covid, oltre alla Terapia Intensiva che per i pazienti-Covid è condizione indispensabile e che non si può certo improvvisare in poco tempo, mancano inoltre tutti i presidi di sicurezza, tra cui i respiratori, i caschi che si usano per la respirazione, se il numero dei Medici e degli Infermieri dopo il massiccio pensionamento degli ultimi anni è ridotto al lumicino, se sono stati sottratti gli Anestesisti-Rianimatori e quando i sindaci di Trebisacce e di Acri avevano convinto 3 Anestesisti già pensionati a tornare in servizio in queste due strutture sanitarie, taluni Sindacati e taluni Dirigenti-Medici hanno scatenato il putiferio mediatico che ha finito per scoraggiare i tre professionisti che perciò hanno deciso di ritirare la propria disponibilità. Ma è paradossale che la spoliazione continui ancora oggi, perché proprio nelle ultime ore pare ci sia stato il tentativo di sottrarre al “Chidichimo” altri Infermieri per destinarli agli Ospedali-Spoke. Una vera e propria guerra tra poveri, insomma, in cui a soccombere sono sempre i politicamente più deboli, come dimostra, purtroppo, la triste storia degli ex Ospedali di Cariati e di Trebisacce. In realtà, da quanto ci risulta, il Dirigente Regionale della Sanità Antonio Belcastro ha proposto al Sindaco di Trebisacce di mettere a disposizione una ventina di posti-letto per pazienti post-Covid al fine di sfoltire gli Ospedali-Covid che sono già in sofferenza. Ovviamente il primo cittadino, dopo essersi consultato con il Responsabile della UOC di Medicina Generale dr. Domenico Filomia e il Direttore Sanitario f.f. dr. Antonio Adduci, si è dichiarato disponibile a condizione che si tratti effettivamente di pazienti post-Covid già tamponati e negativizzati e, soprattutto, a condizione che venga integrata la dotazione dei Medici e degli Infermieri da destinare alla cura dei pazienti post-Covid. Dotazione che al momento è ai minimi storici al punto che a mandare avanti la Medicina ci sono pochi Infermieri e tre soli Medici che a stento riescono ad assicurare la turnazione. Proposta inaccettabile, dunque e da rispedire al mittente quella di fare del “Chidichimo” e del “Cosentino” due Covid-Hospital, perché i Medici e gli Infermieri non sono un optional e senza Medici, senza Infermieri e senza attrezzature parlare di Ospedali è un azzardo.
Pino La Rocca

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