Albidona| Coronavirus: chiuso il Comune. la Minoranza non è d'accordo

L’Amministrazione Comunale in carica guidata dal Sindaco Filomena di Palma, preoccupata per il rischio-contagio da Covid-19, al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica, ha deciso, tra le altre cose, «la chiusura al pubblico, 

fino a nuove disposizioni, degli Uffici Comunali, in modo da evitare il più possibile eventuali assembramenti ed ha inoltre avvisato cittadini che il pubblico sarà ricevuto solo previo appuntamento telefonico e solo in casi indifferibili e urgenti». I consiglieri di Opposizione, invece, non condividono questo provvedimento, lo ritengono eccessivo e perciò, attraverso una nota-stampa, chiedono alla Maggioranza di rivedere e ripensare questa decisione. In realtà l’esecutivo comunale, considerata anche la presenza di un soggetto risultato positivo al tampone, per lo stesso motivo, oltre al Comune, ha blindato anche il Centro Prelievi ed ha disposto la sanificazione di tutti gli ambienti scolastici. Il Gruppo di Opposizione in Consiglio Comunale, nelle persone di Giuseppe Lizzano, Giuseppe Pota e Francesco Antonio Aurelio, ritiene invece, in particolare quella adottata per la Casa Comunale, misura eccessiva. «E’ facile – scrivono i tre della Minoranza in una nota – trincerarsi dietro la giustificazione della limitazione della diffusione del virus. Forse è il caso di dire – scrivono i tre della Monoranza conun po’ di ironia che “si chiudono i cancelli dopo che i buoi sono scappati”. Basterebbe semplicemente mettere un impiegato all’entrata del Comune a misurare la temperatura, a controllare che chi entra sia munito dei dispositivi di sicurezza personale ed evitare così possibili assembramenti… A meno che – aggiungono Lizzano, Pota e Aurelio – nel Comune non ci sia qualche soggetto positivo. Negli altri Comuni vicini – osservano i tre della Minoranza – pur essendoci un maggior numero di soggetti positivi al tampone, non hanno adottato questa precauzione. Il rischio è – concludono i Consiglieri di Opposizione chiedendo che la decisione venga subito ritirata – che la comunità si senta abbandonata a se stessa e quindi in pericolo, facendo così dilagare la paura e lo sconforto».
Pino La Rocca  

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