Trebisacce: mancano i medici, praticamente chiuso l'ex CIM

Praticamente chiuso l’ex CIM, oggi ribattezzato CSM (centro di salute mentale): un altro importante avamposto della sanità pubblica chiude i battenti per mancanza di personale. Con il primo ottobre, infatti, avendo raggiunto la meritata quiescenza, oltre alla dr.ssa Enza Maierà (Psichiatra) e al dr. Giuseppe Parrotta (Psicologo) anche gli Infermieri che vi prestavano servizio sono andati in pensione,

 per cui presso l’ex Cim di Trebisacce, che per la cronaca opera su un territorio sconfinato che va da Nocara fino a Cassano Jonio, sono rimaste due sole Assistenti Sociali, di cui una, peraltro, andrà in pensione dal I° dicembre prossimo. A nulla sono valse finora le accorate proteste dei familiari delle tante persone portatrici di disturbi mentali e anche le sollecitazioni rivolte dal sindaco Franco Mundo che ha scritto all’ex Diggì Mauro ed al Direttore del Distretto Sanitario “Jonio Nord” Giovanni Battista Genova per segnalare il fatto che all’epoca c’era “un solo medico per ben 17 Comuni”. Oggi anche quel medico (la dr.ssa Maierà) è andata in pensione e tutti i pazienti sono rimasti in balia… di se stessi. «Il CIM – ci confida scoraggiato un familiare di Trebisacce – è sostanzialmente chiuso: l’altro giorno – continua – sono andato alla sede di Viale della Libertà e l’ho trovata chiusa. Dopo aver bussato ha aperto una signora, garbatissima per la verità, che comunque, da Assistente Sociale, non ha mansioni né mediche nè paramediche, la quale mi ha detto: non c'è nessuno, tutti assenti. Di medici neanche a parlarne: l'ultima dottoressa è andata in pensione il primo ottobre. Sono sola e devo rimanere qui fino alle 19.00. Se vuole, si può rivolgere a Corigliano, ma senza la sicurezza che ricevano o mettano mano a terapie!». Questa l’amara situazione in cui si è ridotto un servizio troppo spesso sottovalutato da chi, per sua fortuna, non è costretto a confrontarsi quotidianamente con il gravoso fardello di familiari affetti da disagi psichici o tossico-dipendenze. Nella normalità dei casi, un Centro di Salute Mentale, che si occupa di prevenzione, di cura e di riabilitazione dei pazienti che presentano patologie psichiatriche (depressioni, schizofrenia, anoressia, bulimia, tossico-dipendenze…), dovrebbe disporre di un’équipe multi-professionale costituita almeno da uno Psichiatra, da uno Psicologo, da un Assistente Sociale e da un Infermiere Professionale. Niente di tutto questo nell’ex CIM di Trebisacce come del resto negli altri servizi sanitari che, per effetto di una spoliazione progressiva ormai non più tollerabile, che si dibattono in una grave situazione di difficoltà operativa, a cominciare dall’Ospedale che attende ormai da anni la sua riapertura.
Pino La Rocca
 

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