Sibari: l'Autostazione manda in pensione la Stazione Ferroviaria

 La nuova Autostazione per gli autobus mette nell’angolo la mitica Stazione Ferroviaria di Sibari e segna la svolta definitiva tra il trasporto su gomma e quello sulla rotaia. Così il traffico-passeggeri, che un tempo si svolgeva presso lo scalo ferroviario di Sibari, viene forse definitivamente delocalizzato sul nuovo piazzale (nella foto) destinato all’arrivo e alla partenza degli autobus con i quali, anche a prezzi più competitivi rispetto alle Ferrovie, si può raggiungere qualsiasi città del centro-nord.

 Ormai l’Autostazione di Sibari è diventata capolinea di tutte le Società e le Autolinee regionali e nazionali, tutte dotate di lussuosi e confortevoli autobus “Gran Turismo”, con i quali si può raggiungere, senza cambi intermedi, Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Genova, Padova, Verona, Brescia, Pisa, Livorno, Siena, Perugia, Bari e quasi tutte le altre città del centro-nord-Italia. E la mitica Stazione Ferroviaria di Sibari, un tempo crocevia strategico del traffico-passeggeri che si svolgeva quasi esclusivamente sui treni, oggi è diventata un monumento inutile e ingombrante oltre che, se vogliamo, uno stridente esempio del cattivo uso delle risorse pubbliche, perché negli ultimi anni è stata destinataria di un intenso e costoso reestiling. Questa la verità nuda cruda sulla lenta ma inesorabile parabola discendente della Stazione Ferroviaria di Sibari, un tempo pullulante di passeggeri e di ferrovieri e oggi testimone malinconica di un destino che piano piano ha visto cancellati i treni, soprattutto quelli a lunga percorrenza e il traffico-passeggeri dirottato dalla rotaia alla gomma. Basta trovarsi una mattina, o una sera, negli orari di maggiore affluenza degli autobus, per capire come è facile e a portata di mano salire su un Autobus per raggiungere qualsiasi città del centro-nord. Certo, lo spazio per realizzare la nuova Autostazione, inaugurata per la verità senza passerelle e senza la solita enfasi, non è stato risparmiato affatto: ci sono spazi sufficienti per lo stazionamento degli autobus in sosta, per gli autobus in arrivo e in partenza, per i passeggeri e per i loro familiari e c’è spazio sufficiente anche per le auto. Ci sono pure i servizi igienici, ma manca tutto il resto: in primis una bella pensilina che metta al riparo la gente dal solleone d’estate e dalla pioggia d’inverno e poi, mancano una biglietteria, un bar, una sala d’attesa…. Ma il tempo c’è, sia per le istituzioni che per i privati, per rimediare, per investire e per colmare le vistose lacune. Quello che invece sarà molto più difficile da realizzare è un riequilibrio tra il trasporto su gomma e quello su rotaia. Sono ormai anni, infatti, che Trenitalia ha deciso di sforbiciare i treni, soprattutto quelli a lunga percorrenza, lasciando di fatto isolata la Calabria, specie quella jonica, dal resto d’Italia. A fronte delle proteste sollevatesi anche in sede istituzionale, all’epoca Trenitalia garantì che dopo un periodo di verifica e di monitoraggio eventuali scelte errate sarebbero state oggetto di ripensamento. Oggi, a distanza di tanti anni, si sta pensando a un Frecciargento Sibari-Roma-Bolzano, ma siamo ancora a livello di ipotesi e, con le repentine metamorfosi della politica, niente può essere dato per scontato. Può darsi pure che ai Parlamentari calabresi che l’hanno sponsorizzata sarà impedito di salirvi a bordo in direzione Roma. Quello che è certo è che nel frattempo i privati hanno coperto i vuoti lasciati dalla politica. Sarà un bene, sarà un male, fatto sta che oggi l’Autostazione funziona e pullula di passeggeri mentre la Stazione Ferroviaria si lecca le ferite in attesa di improbabili tempi migliori.
Pino La Rocca
                         

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