Alto Jonio: continua la mattanza dei tumori


Continua inesorabile la mattanza di vite umane da parte de “la bestia”: nei nostri paesi la gente è preoccupata soprattutto per la morte di persone giovani, ma l’escalation dei decessi per tumore non sembrano preoccupare più di tanto nè il Parlamento Italiano né le istituzioni sovra-comunali. «Negli ultimi mesi nei nostri piccoli e tranquilli paesini stanno continuando a morire persone giovani e meno giovani a causa della terribile "bestia". 

Quest'anno, per esempio, a Trebisacce in meno di due mesi sono volate in cielo quattro persone di un’età che si aggira tra i 45 e i 65 anni e succede la stessa cosa in tutti i paesi dell’Alto Jonio. Poi, se si pensa a quanti ammalati di questo terribile male ci sono! E allora, mi chiedo: è possibile morire di questo male così? Come mai ci sono così tanti casi nei nostri paesi? Credo sia arrivata l'ora di pensare concretamente (da parte delle amministrazioni comunali) ad avviare controlli e tutto ciò che è necessario, per capire se queste morti possono dipendere da qualcosa che c'è nel nostro territorio e di cui nessuno è al corrente! Mi chiedo veramente cosa stiamo aspettando per prendere provvedimenti! Dobbiamo rassegnarci? Dobbiamo vivere con l'incubo e la paura costante per noi e per i nostri figli? Non è possibile e non è ammissibile tutto questo! Spero vivamente che le amministrazioni comunali prendano sul serio questa questione.. che riguarda tutti indistintamente!». Questo è quanto ha scritto ieri una signora sul web lanciando un vero grido di allarme che forse andrebbe indirizzato più in alto rispetto ai Comuni, che comunque fa seguito alle tante morti verificatesi negli ultimi anni nei paesi dell’Alto Jonio a causa delle micidiali neoplasie. L’allarme lanciato sul web da questa signora in realtà fa seguito all’analoga denuncia fatta nei giorni scorsi dall’on. Wanda Ferro, di Fratelli d’Italia, che ha messo in evidenza l’elevata incidenza delle morti per tumore in determinate aree invitando chi di dovere a completare la bonifica dei siti di Crotone, Cassano Jonio e Cerchiara di Calabria in passato interessati, come è noto, allo smaltimento furtivo e fraudolento della famigerata ferrite di zinco. «I dati scientifici – ha denunciato l’on. Ferro dopo aver presentato nel merito un’interrogazione scritta al Governo nella quale ha denunciato l’estrema lentezza, se non la stasi, delle procedure attinenti alla bonifica dei siti di interesse nazionale - evidenziano, in quelle zone, un’elevata incidenza di tumori anche in età pediatrica e adolescenziale, un alto numero di ricoverati anche nel primo anno di vita e un eccesso di mortalità anche giovanile. Governo e Regione intervengano senza ulteriori perdite di tempo nella bonifica dei siti inquinati, sia per avviare il recupero economico produttivo delle aree interessate,  sia per la primaria e urgente esigenza di tutelare la salute dei nostri concittadini». In realtà risulta che buona parte dei siti incriminati localizzati nei comuni di Cassano Jonio e Cerchiara di Calabria siano già stati bonificati ma l’operazione non è stata completata tanto che i dati scientifici relativi a quelle, e alle zone limitrofe, evidenziano ancora una elevata incidenza di morti per tumore che, comunque, non vengono neanche monitorate. Che fine ha fatto – ci si chiede in proposito - il registro dei tumori che dovevano redigere le Aziende Sanitarie? Il rapporto a cui si appella l’on. Wanda Ferro, indica chiaramente che le cause di morte sono potenzialmente ascrivibili alla contaminazione ambientale, e fa espresso riferimento, oltre alla ferrite di zinco, all’amianto largamente utilizzato come isolante termico nel polo industriale di Crotone e all’elevata contaminazione da metalli pesanti come cadmio, piombo e zinco. Restare ancora immobili davanti ad evidenze scientifiche così gravi e preoccupanti e alla sistematica mattanza di vite umane che colpisce le nostre comunità equivale ad essere corresponsabili delle situazioni drammatiche e dolorose che vivono centinaia di famiglie che abitano nei nostri territori avvelenati non solo dall’inquinamento ma anche dal disinteresse di chi governa il Paese e la Regione».
Pino La Rocca                                                                

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