Trebisacce: Pronto Soccorso senza Anestesisti dal 6 giugno


Scaduta e non rinnovata in tempo utile la Convenzione nonostante i pressanti e reiterati solleciti, il presidio sanitario di Trebisacce con annesso servizio di Pronto Soccorso dalle ore 20.00 del 6 giugno 2019 risulta scoperto della figura dei Medici Anestesisti, con il conseguente e grave “rischio di vita” per i pazienti di tutto il Comprensorio che dovessero trovarsi in condizioni di emergenza sanitaria. 

«Grave – secondo il Segretario Aziendale della Fials Antonio Paolino - la colpevole negligenza dei vertici dell’Asp di Cosenza e dell’Azienda Ospedaliera del Capoluogo che, nel caso malaugurato di un decesso, potrebbero essere perseguiti per legge come responsabili di interruzione di un pubblico servizio per aver messo a rischio la vita delle persone». Per la cronaca va ricordato che ormai da oltre un anno, nelle more che vengano finalmente banditi i Concorsi e che venga riaperto l’Ospedale, come del resto hanno sentenziato da qualche anno i giudici ma a cui ormai non crede più nessuno, le autorità sanitarie precedenti, valutata la grave condizione della sanità nel vasto e periferico comprensorio dell’Alto Jonio, hanno disposto la copertura dei posti di Anestesista-Rianimatore attraverso una Convenzione “a scadenza” in base alla quale un certo numero di Anestesisti in servizio presso l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dietro lauti compensi (pare si tratti di circa 700 euro al giorno) si sono resi disponibili a garantire la copertura dei turni h/24 presso il presidio sanitario e l’annesso Pronto Soccorso. Preoccupati per la salute dei pazienti di Trebisacce e di tutto l’Alto Jonio, il Referente della Direzione Sanitaria dr. Antonio Adduci, il Responsabile dell’Attivazione del Presidio Ospedaliero nominato dal Consiglio di Stato dr. Franco Laviola e il Dirigente-Medico Coordinatore del Servizio di Anestesia dr. Antonio Rago, ognuno per la parte di propria competenza, hanno scritto, sia prima che dopo l’interruzione del servizio, ai vertici “pro-tempore” sia dell’Azienda Ospedaliera che dell’Azienda Sanitaria, a tutti i Responsabili dei Servizi Aziendali e al Commissario Straordinario Gen. Saverio Cotticelli, l’unico, per la verità, ad aver dato subito il via libera alla stipula della Convenzione per altri 3 tre mesi. «La situazione, - ha incalzato il Segretario della Fials Antonio Paolino - di per sé grave, inspiegabile e per certi versi addirittura inquietante, si appresta a diventare ancora più grave e rischiosa con l’arrivo della stagione estiva che fa aumentare in modo esponenziale la popolazione residente e quella itinerante. Eppure – ha osservato ancora Antonio Paolino dando atto al Gen. Cotticelli di essere ben a conoscenza delle condizioni di abbandono in cui è stata ridotta la sanità nell’Alto Jonio - nessuno di questi signori ha sentito il dovere istituzionale e morale di provvedere in tempo utile al rinnovo della Convenzione disattendendo, peraltro, le disposizioni della Struttura Commissariale e ponendo così rimedio a quello che secondo la Fials, come sempre attenta ai bisogni e ai diritti degli utenti della sanità pubblica, si configura come un’interruzione di un pubblico servizio destinato a tutelare la salute dei cittadini». Per la verità il Segretario della Fials ha tirato in ballo anche la superficialità degli stessi Medici-Anestesisti che, interrompendo il servizio in tempo reale e cioè nello stesso giorno in cui è scaduta la Convenzione, avrebbero dimostrato di non avere a cuore la vita delle persone e di essere come le vecchie cabine telefoniche della SIP da dove si poteva telefonare fino a quando non finivano i gettoni. Ma questo, secondo il sentire comune, la dice lunga sulla confusione e sulla provvisorietà che regnano sovrane nella politica sanitaria, tra le figure apicali e all’interno del management della sanità in Calabria.
Pino La Rocca    

Stampa Email