Ferrovia Jonica: si lavora anche di notte


TREBISACCE - Ferrovia Jonica: si lavora anche di notte per rispettare i tempi necessari per elettrificare la tratta Sibari-Catanzaro-Lido con prosecuzione per Lamezia Terme e dare così spazio alle nuove motrici elettriche in sostituzione dei vecchi e rumorosi locomotori diesel. 

Una volta ultimati i lavori di elettrificazione, di potenziamento del rilevato ferroviario e dei sistemi di sicurezza, cosa che secondo il crono-programma concordato tra RFI e Regione dovrebbe avvenire entro il 2021, sulla Linea Jonica dovrebbero essere rimessi in servizio i treni a lunga percorrenza, tra cui lo storico e indimenticato Crotone-Milano. Solo allora la battaglia condotta dall’associazione “Ferrovie in Calabria” e dal mitico Euristeo Ceraolo, il rossanese delegato del Ciufer promotore dell’Associazione “Ridatemi il treno perduto”, si potrà ritenere conclusa. Ora, per guadagnare il tempo perduto si lavora anche di notte per installare i pali che sorreggono i cavi elettrici che alimentano le locomotrici. In contemporanea, secondo quanto riferisce Roberto Galati portavoce di “Ferrovie in Calabria”, procede il lavoro un po' più laborioso, ovvero lo scavo a fianco del binario che serve per accogliere i plinti di ancoraggio dei pali, con la relativa gettata di calcestruzzo all'interno della quale è affogata la struttura metallica sulla quale vengono abbullonati i pali. I lavori vengono eseguiti in più lotti sia di notte che di giorno e al momento si lavora alacremente nei pressi della stazione di Cropani, mentre altre squadre sono operative, sia sul lato nord che sul lato Sud, nei tratti che vanno da Corigliano a Rossano e da Cirò a Crotone. Quello che c’è da sottolineare è che finalmente, a prescindere dai mugugni dei soliti bastian contrari, anche la linea Jonica viene presa in considerazione sia dalla politica che da RFI e che stiamo finalmente assistendo a un cambio epocale. Vero è che c’è da recuperare oltre 20 anni di ritardi e che, come sostiene lo stesso Roberto Galati, in Calabria il progresso, altrove divenuto la normalità, da noi arriva sempre in ritardo ma, tutto sommato, non possiamo sottovalutare il graduale cambio di passo. Gli stessi lavori di adeguamento eseguiti nelle stazioni dell’Alto Jonio (Rocca Imperiale, Amendolara, Trebisacce, Villapiana…) e che proseguiranno con l’eliminazione dei passaggi a livello, sono una prova tangibile che RFI vuole recuperare il tempo perduto e vuole rimettere sul binario della Linea Jonica, oltre all’antipasto costituito dell’imminente attivazione del Frecciargento Sibari-Roma che dovrebbe avere il via libera agli inizi del prossimo anno, gran parte della mobilità pubblica finora affidata unicamente alla gomma e alla famigerata pericolosità della S.S. 106.
Pino La Rocca
 
 

Stampa Email