Villapiana: gli abitanti dello Scalo lamentano fumi e cattivi odori

L’impianto per la produzione di asfalto in attività nell’area industriale “Santa Maria” di Villapiana Scalo inquina l’ambiente circostante ed è quindi nocivo per le persone che abitano nei paraggi? A sentire gli abitanti di Contrada “Fonte Grande” che sorge nei pressi della zona industriale sembrerebbe proprio di sì.

 

 

 

E allora, se è così, si chiedono molti cittadini sul web, perché non si accerta con analisi appropriate se i sistemi di filtraggio delle emissioni funzionano o se esistono reali pericoli per la salute pubblica? «E’ da mesi – scrive infatti un cittadino che si fa portavoce del problema - che noi abitanti della contrada Fonte Grande, e non solo, segnaliamo aria irrespirabile al mattino e adesso anche di sera. Perché – si chiede questo cittadino alla cui denuncia si sono aggiunti altri abitanti della zona - dobbiamo obbligare i nostri figli a respirare quest'aria? Vogliamo prendere provvedimenti? Ne va della salute di tutti...». Ma chi sono per questi cittadini i destinatari della lamentela? Gli amministratori del periodo in cui è sorto l’impianto in quella zona, o l’esecutivo in carica che non risponde alle sollecitazioni di questi cittadini? Ecco allora la precisazione dell’Assessore all’Ambiente e alle Attività Produttive del tempo Pino Leone, il quale fa una breve cronistoria sulla genesi del bitumificio che, a suo dire, esisteva ancora prima che in quella zona venisse localizzata l’area industriale. Ecco la sua risposta: «Il bitumificio che insiste nell’area industriale di Villapiana ottiene il permesso di costruire nel 2003, ma tutto l’iter procedurale inizia qualche anno prima, allorquando i titolari hanno ottenuto un finanziamento pubblico ed hanno acquistato i terreni da privati. L’istruttoria della pratica ha seguito l’iter di una qualunque pratica edilizia che, in assenza di un Piano Attuativo Comunale, nessuno poteva fermare se non incorrendo in un reato penale come abuso e/o l’omissione d’atti d’ufficio. Anche per questi motivi il comune di Villapiana nel 2002 ha varato il P.I.P. (piano per gli insediamenti produttivi) che, per l’appunto, è uno strumento attuativo che regolamenta tutti gli interventi che si possono realizzare in un’area. Così come, per esempio, il Piano di Spiaggia ed altri strumenti urbanistici attuativi. All’articolo 14 delle norme attuative del P.I.P. è presente la normativa ambientale che regolamenta anche gli insediamenti che, nel processo di lavorazione, emettono fumi, per cui, se questo insediamento fosse stato proposto all’interno del P.I.P., avrebbe trovato notevoli difficoltà ad essere realizzato o, forse, sarebbe stato addirittura irrealizzabile. Questo, per amore della verità, e per evitare che ogni occasione diventi valvola di sfogo di vecchi rancori mai sopiti che, peraltro, non portano alcun utile alla collettività. Ciò detto, va anche evidenziato che l’impianto in questione è dotato di tutti gli elementi tecnologici che, se ben funzionanti, impediscono l’emissione dei fumi e dei cattivi odori». Da qui, secondo il sentire comune, la necessità che, nel rispetto dei diritti di chi lavora e fa lavorare, vengano effettuati campionamenti sistematici al fine di scongiurare ogni pericolo per la salute dei cittadini. Un problema, questo, di cui comunque si dovranno far carico i futuri amministratori comunali che usciranno dalle urne della prossima primavera.
Pino La Rocca
 

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