Trebisacce: la scuola contro il “papilloma virus”

La scuola in prima fila per combattere il “papilloma virus”, un virus-killer ampiamente diffuso che provoca il tumore al collo dell’utero e che in Italia provoca ogni anno 3.500 morti.

 Tutti sembrano conoscerlo ma ancora pochi hanno le idee chiare e sanno che abbiamo a che fare con un nemico che colpisce in particolare le donne ma di cui non sono immuni neanche gli uomini, soprattutto nella veste di portatori-sani del virus. Ecco allora la necessità di fare prevenzione a partire dai banchi della scuola che rappresenta il metodo più appropriato ed efficace per prevenire in particolare le patologie neoplastiche che, a causa delle fonti di rischio presenti nell’ambiente, degli stili di vita sempre più sbagliati e anche della frequente rinuncia alle vaccinazioni, stanno diventando, in particolare nell’Alto Jonio, una vera e propria epidemia. Ecco allora il ruolo importante della scuola di cui si è fatto carico l’Istituto Comprensivo “C. Alvaro” di Trebisacce guidato dalla Dirigente Scolastica Laura Gioia che ha inteso arricchire il proprio POF (piano dell’offerta formativa) di una serie di iniziative didattiche sulla prevenzione sanitaria incominciando proprio dal “papilloma virus” che si può prevenire con le vaccinazioni a tappeto. E’ quanto è emerso nel corso di una lezione di sensibilizzazione sulla prevenzione di questo pericoloso e diffuso virus, tenuta dal dottor Vincenzo Gaudio dirigente-medico dell’Asp che si occupa di prevenzione, alla presenza della Dirigente Scolastica, della prof.ssa Lucia Bellusci responsabile del progetto, di numerose mamme e degli studenti delle classi seconde e terze della Scuola Media. Nel corso di una minuziosa e dotta relazione preceduta dalla consapevolezza di non voler lanciare allarmi inutili e ingiustificati, il dottor Gaudio, rispolverando la figura dell’ormai desueto medico scolastico, ha iniziato col ricordare i risultati eccezionali delle vaccinazioni che nel corso degli anni hanno fatto scomparire o ridotto al minimo malattie terribili come il vaiolo, il tetano, la difterite, la poliomelite… Ha quindi precisato che rispetto a questo virus, che provoca circa il 70% dei tumori, che colpisce donne e uomini e che non provoca solo tumori all’utero ma diverse altre tipologie di tumori, è possibile vaccinarsi dall’età di 12 anni in poi e gratuitamente fino ai 25 anni. «In tanti, – ha rivelato il dirigente-medico dell’Asp – nonostante le lettere che noi mandiamo ogni anno, sottovalutano questo grave fattore di rischio e non si vaccinano. Eppure si tratta di un vaccino che ha una grande efficacia, non ha alcuna controindicazione e non provoca alcun effetto collaterale, tranne quelli propri dei più comuni vaccini». A seguito della relazione alcune mamme presenti hanno rivolto domande e chiesto spiegazioni soprattutto in merito al coinvolgimento dei figli maschi e il dottor Gaudio ha fornito a tutte risposte esaurienti, mentre la Dirigente Scolastica Laura Gioia, nel concludere i lavori ha assunto l’impegno di avviare una incisiva campagna di sensibilizzazione per invogliare i genitori a vaccinare i propri figli, siano essi uomini che donne.

Pino La Rocca
 

 

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