Alto Jonio:migranti, opinione pubblica divisa tra solidarietà e pregiudizi

Immigrazione e accoglienza: un argomento molto delicato e molto caldo in questi giorni su cui si continua a litigare e che, anche nei nostri paesi, di solito tranquilli e sonnacchiosi, finisce per dividere le coscienze rischiando di erigere muri tra le persone. In realtà le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni e, a parole, nessuno si dichiara razzista, ma nei fatti l’accoglienza vera, quella fatta di atti concreti e non di sola retorica, la fanno in pochi:

innanzitutto la Chiesa che, vestendo i panni del buon Samaritano, svolge la sua missione evangelica in soccorso degli emarginati e le associazioni di volontariato, spinte da altruismo e generosità. Da segnalare a questo proposito la gara di generosità sollecitata dal Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio don Francesco Savino che, oltre ad iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas Diocesana, ha invitato tutte le parrocchie ad aprire il cuore alla generosità. Invito generosamente raccolto dalle parrocchie di Trebisacce i cui parroci e le cui comunità si segnalano per donazioni, per raccolta viveri e beni di prima necessità e per la necessaria assistenza socio-sanitaria. Per il resto, solo prese di posizioni spesso dettate, da una parte da eccessivo buonismo e dall’altro da forme di vero e proprio razzismo di cui, paradossalmente, si rendono protagonisti certi “cristiani” che frequentano assiduamente la Chiesa e che fanno lievitare, specie dopo i problemi igienico-sanitari scoperti nei giorni scorsi (immigrati di Amendolara con la scabbia) l’intolleranza e l’ostilità verso gli immigrati. Gli unici a fregarsi le mani per il crescente arrivo dei migranti sono gli immancabili sciacalli che lucrano sull’accoglienza degli immigrati (vedi il caso scoperto ieri dalla Polizia a Potenza) rischiando spesso il codice penale per truffa aggravata a causa del conseguimento di erogazioni pubbliche su dati falsificati. Quello degli immigrati è comunque un problema divisivo, che crea barriere e che, con il crescente afflusso di profughi e immigrati rischia di deflagrare e di destabilizzare anche i rapporti tra le persone, tra i partiti politici e perfino tra i sindaci dello stesso Comprensorio.
Pino La Rocca

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