Alto Jonio: migranti un problema o una risorsa?

 Presenza di migranti nei paesi del Comprensorio: una risorsa da capitalizzare o un problema da affrontare e da risolvere al più presto? A ben riflettere l’una cosa non esclude l’altra. Posto infatti che nell’Alto Jonio c’è da sempre la vocazione all’accoglienza, i migranti possono costituire una risorsa capace di rivitalizzare i centri abitati che si stanno spopolando e di fornire forza-lavoro se il loro numero viene contenuto nei limiti della compatibilità e la gestione dei centri di accoglienza e degli Sprarr viene governata meglio.

Se però il numero dei migranti va fuori controllo e deborda, sorgono i problemi evidenziati da una delegazione della Campagna “LasciateciEntrare” che ieri ha visitato l’Hotel Grillo riscontrando e denunciando situazioni di “evidente abbandono e di gravi problemi sanitari delle “persone” scaricate in quel posto” e una diffusa intolleranza che della genete del posto che sta provocando tensioni e generando una protesta generale nei paesi costieri ed in particolare ad Amendolara. Qui, nella sola frazione Marina, a fronte dei circa mille abitanti, sono presenti oltre 200 migranti distribuiti nelle due strutture utilizzate per l’accoglienza. Ma negli ultimi tempi la polemica ha contagiato anche Trebisacce dove si spostano i migranti in cerca di arrotondare il salario assegnato nei centri di accoglienza. Cosicchè, dopo le astiose polemiche generate ad Amendolara dal grave episodio di cronaca (un immigrato nigeriano ha punto con una siringa usata un’operatrice culturale del CAS (centro di accoglienza straordinaria), la protesta si è spostata a Trebisacce e l’ha sollevata il sindaco Franco Mundo preoccupato dalle lamentele della gente, soprattutto donne e anziani, costretta a fronteggiare un problema, defnito “di accattonaggio”, da parte di diversi ospiti del CAS di Amendolara che durante il giorno si recano a Trebisacce, si piazzano davanti ai Supermercati per chiedere l’elemosina, spesso pretendendola con l’uso della molestia e con toni poco garbati. In realtà anche a Trebisacce, tranne le eccezioni di chi preferirebbe che un tozzo di pane lo si desse prima agli Italiani e poi agli immigrati, c’è la vocazione all’accoglienza e all’inclusione sociale tanto che la cittadina jonica è sede di Sprarr fin dalla prima ora, ma questo problema ha sollevato un coro di proteste da parte di tanti cittadini che pretendono garanzie dalle autorità competenti. Ecco allora che il soprannumero dei migranti è diventato un problema di portata comprensoriale e da più parti si chiede che esso venga risolto attraverso la sinergia dei sindaci e l’interlocuzione con la Prefettura, chiedendo che l’accoglienza venga spalmata in modo più equo sul territorio e che venga rispettata l’indicazione dell’ANCI (3 x 1.000 abitanti). Tutti infatti convengono sul principio che, distribuiti in modo razionale, l’accoglienza è possibile e, in una zona che ha conosciuto sulla sua pelle il problema della migrazione, anche doverosa.
Pino La Rocca

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